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26/06/2007
La Repubblica
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Pensioni, trovati i soldi per lo scalone. A settembre, 250 euro in più per 2 milioni di persone, e 40 euro al mese dal 2008 |
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Da settembre aumentano le minime. La Cdl: Anche stavolta Prodi ha ceduto ai ricatti della sinistra estrema"
ROMA - Alla vigilia del via alla trattativa su Dpef e pensioni, il governo stringe i tempi per sbloccare la partita. Da una parte con i sindacati, dall'altra con le forze di maggioranza. Nella mattinata faccia a faccia, a Palazzo Chigi, fra il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Enrico Letta, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano e i leader di Cgil, Cils e Uil. A fine giornata, due le novità. Dai primi di settembre un decreto legge aumenterà le pensioni più basse per due milioni di persone. E verrà "ammorbidito" lo scalone. Ma il cambiamento della riforma Maroni è legato alla Finanziaria: solo la sua approvazione darà il via alla modifica. Unanime il commento della Cdl: "Prodi è sempre più ostaggio della sinistra radicale".
La giornata è cominciata presto con una serie di incontri avuti dal premier con i capigruppo della maggioranza e con i sindacati definiti soddisfacenti. "Hanno permesso di fare passi importanti" ha detto Prodi, anche se ci sono ancora alcuni passaggi prima di chiudere tutto il pacchetto Dpef e pensioni. "E' andata bene - ha aggiunto - ma ora dobbiamo vedere il resto della settimana. Sono stati fatti passi importanti ma gli argomenti sono tali per cui bisogna aspettare di riuscire di portarli a termine". Sulle considerazioni della Cdl secondo le quali l'intesa su Dpef e pensioni rappresenterebbe una vittoria della sinistra radicale: "Alle sciocchezze non rispondo", ha commentato.
La mattinata di Prodi è iniziata con l'incontro con Piero Fassino, poi con Francesco Rutelli che con Dario Franceschini ha ricevuto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Ad alzare la voce sono stati gli esponenti della sinistra radicale che puntano al superamento dello "scalone" e chiedono che dopo il risanamento delle finanze pubbliche arrivi la redistribuzione delle risorse che derivano dal "tesoretto". Clemente Mastella ha anche minacciato di abbandonare il Cdm se il governo non accetterà le sue richieste sull'Ici.
Nel pomeriggio, riunione a Palazzo Chigi dei capigruppo dell'Unione. Dopo tre ore, un primo punto d'incontro: Padoa-Schioppa annuncia che "non ci sarà bisogno di una manovra correttiva nel 2008", lo scalone previdenziale sarà "ammorbidito", le pensioni minime cresceranno e l'Ici sarà ridotta. Anna Finocchiaro (Ulivo) assicura che la prossima Finanziaria "non sarà di risanamento". Pino Sgobio (Pdci) parla di segnali "positivi". Giovanni Russo Spena (Prc) ribadisce: "Rifondazione e tutta la sinistra della coalizione ritengono che, come promesso nel programma, lo scalone debba essere non 'ammorbidito' ma abolito".
Intanto, l'ammorbidimento troverà una sua copertura finanziaria, oltre i 2,5 miliardi previsti, tramite il riordino del sistema previdenziale. Così il governo intende superare la rigidità della riforma Maroni sull'età pensionabile, mentre si va tecnicamente definendo l'intervento sulle pensioni basse.
Gli aumenti riguarderanno una platea di 2-2,5 milioni di persone: una prima tranche, da 250 euro, potrebbe essere corrisposta già in autunno. Gli aumenti veri e propri scatteranno dal 2008: 40 euro al mese, più una rivalutazione annuale delle pensioni. Anche perché le misure che riguardano le pensioni saranno inserite nel Dpef che, secondo i piani dell'esecutivo, dovrebbe essere varato giovedì nella forma di un ddl e poi trasformato in decreto a settembre.
Stando alle dichiarazioni di Finocchiaro, le risorse per l'ammorbidimento verrebbero dal riordino del sistema previdenziale. Una mediazione, evidentemente, tra le due 'anime' della maggioranza: la riformista, che aveva chiesto di rinviare il nodo dello scalone per privilegiare gli interventi alle famiglie, e quella di sinistra che ne rivendica l'abolizione. Anche Russo Spena sostiene che "è sbagliato parlare di sblocco della trattativa sullo scalone nel vertice di oggi a Palazzo Chigi".
Tutta da trattare la partita sull'ammorbidimento dello scalone. Gli incontri di oggi tra governo e sindacati sono stati incentrati sulla questione delle pensioni basse, per mettere a punto una proposta tecnica che salvaguardi sia l'obiettivo di ampliare la platea, sia quello di differenziare i benefici in rapporto allo sforzo contributivo. Domani, a Palazzo Chigi, si potrebbe raggiungere un'intesa di massima su questo punto per iniziare poi la trattativa sullo scalone.
Le ipotesi restano quelle di combinare scalini e quote: far salire di un anno, da 57 a 58, l'età pensionabile, salvaguardando i lavoratori che svolgono mansioni più pesanti. E rinviando l'applicazione delle quote, con una sommatoria di anni contributivi ed età pensionabile che potrebbe essere 96.
"Prodi, per salvarsi, cede ancora al ricatto della sinistra estrema". Così Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi. Gli fa eco il segretario Dc, Gianfranco Rotondi: "A imporsi anche stavolta è l'ala massimalista dell'Unione". Di "scontro all'arma bianca fra due visioni politiche contrastanti e contrapposte" parla il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. Per il leader dell'Udc Lorenzo Cesa, "il centrosinistra è incapace di conciliare le proposte dei moderati con quelle della sinistra più estrema".
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