NAPOLI. Una mattinata di caos quella di ieri per le decine di migliaia di passeggeri della ferrovia Circumvesuviana: l'assenza, con tanto di certificato di malattia, di venticinque addetti al controllo del traffico ferroviario, su trentasei in organico, ha paralizzato le linee che collegano la città con le località balneari della Penisola Sorrentina e con i siti archeologici di Pompei ed Ercolano. Una forma di protesta, condannata anche dal sindacato, che ha bloccato fino alle 14 circa 160mila passeggeri. Lavoratori pendolari e turisti spaesati davanti ai cancelli chiusi hanno preso d'assalto gli autobus di linea della stessa azienda, tra disagi e proteste. E' stato possibile riprendere il servizio solo dopo un incontro tra i vertici della società e i sindacati. Le organizzazioni di rappresentanza hanno convinto i propri iscritti - tra cui anche alcuni dei dipendenti che avevano presentato il certificato di malattia - a riprendere la regolare attività. La società di trasporti, sollecitata dal presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha presentato un esposto alla procura partenopea per far luce su quella che definisce una «strana epidemia». Il presidente della Regione ha anche contattato la presidenza dell'Inps, chiedendo di avviare gli accertamenti necessari. Tanti disagi, comunque, per i passeggeri, "dirottati" sugli autobus di linea, con tempi di attesa e di percorrenza molto lunghi, nonostante la Circumvesuviana avesse noleggiato autobus privati per far fronte all'emergenza. Quali le cause dell'epidemià che ha colpito i dipendenti? E' aperta da tempo una vertenza legata al fatto che in estate la Circumvesuviana, in convenzione con le compagnie di navigazione, dedica un numero di corse speciali ai turisti con un aggravio di lavoro, senza gli adeguamenti di organico chiesti dal personale. Ma per il segretario della Cisl campana, Pietro Cerrito, «questi metodi di lotta ad oltranza nel sistema trasporti sono sempre da condannare». Uno dei sindacalisti presenti alla trattativa, Filippo Salvatore, responsabile del trasporto pubblico della Uil campana, spiega come si è giunti alla tregua: «Abbiamo convinto i colleghi a riprendere servizio, garantendo loro che avremmo chiesto all'Ente Autonomo Volturno di affrontare i problemi».