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Pescara, 15/05/2026
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29/06/2007
Il Centro
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Varato il Dpef, dal 2008 tagli all'Ici. Consiglio dei ministri unanime, per la prima volta avremo una Finanziaria senza inasprimenti fiscali. Padoa-Schioppa: l'emergenza è finita |
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300 euro di una tantum per le pensioni basse. Prodi: «Un giorno di svolta» ROMA. Una conferenza stampa alle 18,30 ha sugellato quella che il premier Romano Prodi ha definito una «giornata di svolta». Alla fine, dopo un anno di duro lavoro, per la prima volta, ha detto Prodi, «si può progettare un decreto che segna come e dove destinare le risorse reperite». E il documento del Dpef dopo sei ore di consiglio dei ministri, è stato approvato all'unanimità. Tra le novità più importanti l'impegno a ridurre dal 2008 l'Ici per la prima casa, e gli aumenti per le pensioni minime (con un bonus di circa 300 euro che verrà pagato a ottobre). E una pioggia di provvedimenti. Si daranno, ha precisato Prodi circa 2 miliardi di euro alle infrastrutture. E verranno destinati fondi alla ricerca («Una giornata di grazia» ha commentato il ministro della Ricerca Fabio Mussi). Nei prossimi giorni si vedrà di quali capitoli sarà effettivamente composto il famoso extragettito, che sarà distribuito con un decreto a settembre e che andrà in vigore ad ottobre. Si sa però, perchè lo ha sottolineato il ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa, che sarà dello 0,4 per cento del Pil, e quindi sarà di poco meno di 7 miliardi. «Non c'è più emergenza e la finanziaria per il 2008 non sarà una finanziaria che avrà bisogno di misure di risanamento» ha annunciato Padoa-Schioppa e ha aggiunto che quest'anno l'economia crescerà del 2 per cento per poi rallentare all'1,9 per cento nel 2008 e all'1,7 nel 2009. Il debito pubblico sta invertendo la tendenza, ma «la spesa è aumentata» ha voluto mettere le mani avanti il ministro dell'Economia. Il governo ritiene che il debito pubblico scenderà sotto il 100 per cento del Pil nel 2010, attestandosi al 99,3 per cento tendenziale e al 98,3 per cento programmatico. La Ue dà severe prescrizioni di devolvere tutto a riduzione del debito - ha precisato Padoa-Schioppa - ma io non «credo che avrò un'insufficienza. Per ora ho dato gli scritti, poi toccherà agli orali» Con il Dpef si è fatto anche un patto per la produttività e per il rilancio della nostra economia. Con estremo realismo «si può dire che quest'anno il rapporto tra deficit e Pil sia 2,5 e sarà del 2,2 nel 2008» ha spiegato il ministro dell'Economia, mentre Letta metteva in evidenza che «si è innescata una progressiva diminuzione del debito che dobvrebbe presto scendere al di sotto del 100 per 100. Sia Damiano che Padoa-Schioppa hanno ostentato di essere d'accordo, cercando di mettere la sordina alle polemiche di questi giorni. Ici E tasse «Il governo intende ridurre l'onere fiscale sulla prima casa dal 2008», dice il documento del governo. E poi «miglioramento della tassazione sui figli». E ancora: «attualmente le detrazioni vigenti sull'Ici a favore delle abitazioni principali provocano forti disparità in piccoli Comuni, in grandi città e in aree metropolitane». Qualche dubbio c'è: il governo vuole diminuire l'Ici sulla prima casa o solo rivedere il catasto? C'è soprattutto l'incognita del «freno» di Padoa-Schioppa, che alla domanda risponde di essere perfettamente al corrente che alla Camera si sta discutendo di una diminuzione della tassa sulla prima casa, ma la questione non farà parte del decreto di settembre. «La riduzione dell'Ici è tra le cose principali del cammino che ci separa da qui alla fine della legislatura (cioè tra quattro anni, n.d.r.) e sono perfettamente consapevole che parte della maggioranza vorrebbe una diminuzione delle tasse». Il testo finale del Dpef, votato all'unanimità, ma non per questo con accordo unanime, dice: «La pressione fiscale si attesterà sotto il 42 per cento nel 2011, tra quattro anni». E' evidente che anche su cosa fare dell'extragettito ci sono opinioni diverse. Pensioni E' certo invece l'aumento per decreto alle pensioni più basse. Quanto sarà questo aumento? Risposta di Damiano: «Lo dobbiamo convenire con i sindacati. Noi mettiamo a disposizione 900 milioni di euro, oltre 1 miliardo e 300 milioni che partirà dal primo gennaio». Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha parlato di una platea all'incirca di tre milioni di pensionati. Il che vorrebbe dire, appunto, 300 euro a testa
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