L'AQUILA. Turni che vanno oltre l'orario di lavoro stabilito dal contratto nazionale e un utilizzo "improprio" del part-time da parte dell'azienda. A chiedere chiarezza sulla situazione del personale Ama (Azienda della mobilità aquilana che gestisce i trasporti in città) è la Fismic, che ha investito del problema anche il sindaco, Massimo Cialente. Il sindacato di categoria sollecita «l'apertura immediata di un tavolo di contrattazione per la revisione della pianta organica».
Controversa è la posizione dei 14 contratti part-time stipulati dall'Ama tre anni fa e mai tramutati in contratti a tempo pieno, nonostante le richieste delle organizzazioni sindacali e la presenza di un accordo interno, che prevedeva l'utilizzo solo dei turni spezzati e interi. «I lavoratori part-time vengono utilizzati dall'azienda con modalità e orari che non rispecchiano il contratto collettivo nazionale», sostiene Alfredo Iafrate, rappresentante della Fismic, «effettuano anche quattro ore consecutive su strada, senza soste. Mediamente, un autista dell'Ama, su sette ore complessive svolge un turno reale di 5 ore e 25 minuti alla guida dell'autobus, considerando le soste. Così non è per gli autisti che prestano servizio part-time e che, per sopperire alla mancanza di personale, vengono utilizzati per coprire eventuali "buchi" o come sostituti dei lavortori inidonei parziali e definitivi». Gli ultimi contratti part-time sono stati stipulati tre anni fa: «Da allora», afferma Iafrate, «non è cambiato nulla. L'accordo del '99 prevedeva l'utilizzo dei soli turni spezzati o pieni. Eludendo tale accordo, l'Ama ha provveduto all'inserimento di 14 dipendenti con contratto part-time che, nei mesi di luglio e agosto quando diminuiscono le corse, vengono sospesi dal servizio. Lavoratori il cui stipendio medio si aggira intorno ai 600 euro». Una situazione che, secondo la Fismic «deve essere posta subito al centro di un confronto coinvolgo il comune. Si tratta di autisti che prestano servizio con un compenso irrisorio e che, invece delle tre ore previste da contratto, vengono impiegati dall'azienda per un minimo di 4 ore», incalza Iafrate, «tutto questo mentre il Cta, la società che gestisce alcune linee urbane per conto dell'Ama, assume solo con contratti a tempo pieno». La Fismic si fa portavoce anche delle esigenze di alcuni utenti, che lamentano la decisione di eliminare le corse festive, eccezion fatta per la linea che collega la stazione con il megaparcheggio, e di affidare i collegamenti ai pulmini del Cta. «Numerosissime sono le lamentele pervenute», conclude Iafrate «l'Ama deve garantire di domenica e nei giorni festivi collegamenti adeguati dal centro verso la periferia, con orari prefissati e autobus di linea».