L'AQUILA. «Il Comune non può cantare vittoria». Lo dice chiaramente il Comitato di San Pietro a Coppito, all'indomani della decisione del Tar che dà un nuovo via libera ai lavori per la metropolitana su via Roma, ma «con la massima cautela per salvaguardare gli edifici». I residenti sono pronti a ricorrere al Consiglio di Stato. E il soprintendente Ruggero Pentrella sottolinea: «Stiamo ancora aspettando il progetto esecutivo degli interventi per la rete fognaria, come stabilito dalla legge Merloni».
Secondo il Comitato di San Pietro a Coppito, «la sospensiva del Tar nei confronti della diffida firmata dal ministero dei Beni culturali non dà ragione al Comune, nel momento in cui prescrive l'adozione di ogni cautela per la salvaguardia degli edifici vincolati. Questo significa che il ministero resta supervisore, e che i lavori vanno eseguiti come indicato dallo stesso ministero».
Il comitato, oltre il già annunciato ricorso al Consiglio di Stato, continuerà a vigilare: «Chiederemo sia al ministero dei Beni Culturali che alla Soprintendenza regionale come dovranno essere condotte le opere», dice Andreina Pellegrini, «e saremo pronti ad intervenire, nel caso non vengano rispettate le prescrizioni evidenziate anche dal Tribunale amministrativo».
La diffida su cui si sono pronunciati i giudici amministrativi era stata inviata al Comune dal direttore regionale del ministero dei Beni culturali, Roberto Di Paola, e dal soprintendente Ruggero Pentrella, e riguardava i lavori di scavo intrapresi su via Roma per il rifacimento della rete fognaria, preliminari alla realizzazione del tracciato per la metropolitana di superficie. Lavori che, per il Ministero, potrebbero arrecare danni statici agli edifici sottoposti a vincolo monumentale, situati su tutto il percorso fino a via Bafile. Da qui la richiesta di bloccare l'opera, e inviare all'ente ministeriale il progetto esecutivo.
«E' paradossale», afferma il soprintendente Pentrella, «che il Tribunale amministrativo fornisca delle indicazioni in merito ad un progetto che non è stato mai presentato alla Soprintendenza. Voglio solo ricordare che lo stabilisce una legge dello Stato, la Merloni, e questo il Comune non può ignorarlo».