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Pescara, 15/05/2026
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Data: 03/07/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco, colpo di spugna sull'Aptr. Niente Cda, solo una poltrona per un direttore generale. Stop a Paolini e Roselli

PESCARA - Alla fine lo hanno informato per telefono: la sua riforma dell'Aptr naufragata in consiglio regionale perchč la maggioranza se l'era data a gambe, e che lo ha fatto sbraitare a mezzo conferenze e comunicati stampa contro i colleghi assenteisti per una settimana intera, non ha nč capo nč coda. E finisce nel cestino: ieri mattina Ottaviano Del Turco con un blitz in giunta sorpassa a sinistra il suo vice Enrico Paolini e annuncia l'azzeramento del cda dell'Aptr che sarą sostituito da un solo direttore generale. Con buona pace di Paolini e di Marino Roselli che in piena bagarre post consiliare aveva nominato Bruno Di Masci. Altro che ridimensionamento da cinque a tre dei consiglieri di amministrazione dell'Aptr, non c'č pił posto nč per tutti nč per pochi, questa č una rivoluzione. Del Turco stupisce, Paolini incassa, ma non finirą qui. Poltrone, nient'altro: sono loro a scatenare l'ennesima durissima faida all'interno del centrosinistra e la vecchia ma ostinatissima ruggine tra il presidente e il suo vice scoppiata l'inverno scorso con tanto di lettera a Piero Fassino, riaffiora brutalmente ieri mattina. La controriforma delturichiana ha il sapore della sconfessione piena per Paolini ma anche per Roselli. Il provvedimento con le linee-guida sulla riforma degli enti, Aptr in testa, viene sottoposto agli assessori in giunta per una prima verifica: il direttore generale dovrą essere laureato e aver maturato competenze nel settore, non c'č posto quindi nč per Di Masci nč per Giammarino. Ora il provvedimento dovrą tornare in giunta sotto forma di delibera per l'approvazione definitiva. Non avrą vita facile perchč il segretario della Margherita Giorgio D'Ambrosio affonda: «Oggi Di Masci ha maturato i diritti per diventare presidente dell'Aptr. La riforma degli enti č un problema importante ma che marcerą con i giusti tempi, e soprattuto con regole uguali per tutti: per le Ater e per Abruzzo engineering». E' una minaccia quella di D'Ambrosio, a Del Turco sibila che se lui fa la voce grossa con Di Masci, la Margherita la farą con la societą di Lamberto Quarta. Ma allo stesso tempo D'Ambrosio gioca al ribasso: per Di Masci si accontenta anche di sei mesi di ribalta, a condizione che la riforma non marci troppo veloce. Sceglie la via diplomatica anche la segretaria Ds Stefania Misticoni: «Per il manager unico ci vorranno almeno sei mesi, e la riforma Paolini prevede un taglio dei costi del 49%». Misticoni chiede una riunione di maggioranza con Del Turco per introdurre subito in Aptr, e non fra sei mesi, «la figura del nuovo direttore generale», entro il 10 luglio.
E Enzo Giammarino, il presidente vicario, ieri mattina in conferenza stampa aveva difeso con le unghie e con i denti l'Aptr. Ottimi risultati e grandi risparmi nell'ultimo anno, dice lui, non sa ancora che la riforma Paolini č stata sostituita con la controriforma Del Turco. «L'Aptr non ha bisogno di un presidente di mestiere, tutti sanno che in questi mesi ho garantito il tempo pieno rinunciando all'indennitą». Se avranno bisogno di lui, lui sarą disponibile ha aggiunto, «ma ci tengo a dire che l'Aptr non č nel caos, anzi č in ottima salute».

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