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Pescara, 15/09/2019
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Data: 06/08/2015
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso lo sciopero regionale dei trasporti - Domani i bus si fermano per protesta contro Tua. Sciopero di 24 ore per Filt-Cgil e Ugl di quattro ore per gli altri.

PESCARA Per l'utenza del trasporto pubblico locale si annuncia un venerdì nero: tutti i mezzi facenti capo alla società Tua (vale a dire ex Arpa, ex Gtm, ex Fas Lanciano) e delle compagnie private si fermeranno nella giornata di domani, venerdì 7 agosto, per lo sciopero regionale proclamato dai sindacati di categoria.
Saranno garantite soltanto le corse dei pendolari, e per la precisione quelle riguardanti le fasce orarie comprese tra le 5 del mattino e le 8,30, le 6 e le 9, le 12 e le 14, le 13 e le 17,10, a seconda delle tratte coperte dal servizio. Ma alcune corse potrebbero ugualmente saltare, come annunciano le stesse sigle sindacali.
DUE MESI DOPO
Due mesi dopo lo sciopero di quattro ore dello scorso 29 maggio, si riapre dunque lo scontro con la Regione, sia pure con modalità diverse tra le varie organizzazioni: Filt-Cgil e Ugl hanno infatti proclamato uno sciopero di 24 ore per domani che coinvolgerà il personale viaggiante e quello a terra per l'intera giornata (fatti salvi, come detto, i servizi che dovranno essere garantiti per legge in determinate fasce orarie). I lavoratori della Fit-Cisl, Uil trasporti e Faisa Cisal si fermeranno invece soltanto per quattro ore, interrompendo il servizio unicamente tra le 9,30 e le 13,30 (ex Arpa) e le 9 e le 12 (ex Gtm ed ex Fas).
Alla base della protesta c'è sempre la società unica regionale di ttrasporto (Tua), nata dall'accorpamento di Arpa, Gtm e Sangritana per portare a una razionalizzazione del servizio e a un risparmio dei costi. Operazione che, a detta dei sindacati, si sta invece traducendo in tagli con l'accetta: dieci milioni di euro in meno per il settore dei trasporti, come si evince dal bilancio di previsione della Regione per l'anno 2015 e la cancellazione di alcune tratte, con gravi ricadute soprattutto per le aree interne. Altra contestazione: la mancata attuazione del biglietto unico regionale e del sistema tariffario intermodale, anche questo a danno dell'utenza delle aree montane, e la graduale dismissione dei servizi di trasporto locale che nasconderebbe una «privatizzazione mascherata» attraverso il ricorso alle sub concessioni.
ACCORDO
E' scontro anche sulla mancata applicazione dell'accordo integrativo decentrato del 2004 che avrebbe portato a una situazione assurda secondo i sindacati: lavoratori che non hanno mai ricevuto le spettanze oggetto dell'accordo (25 euro rivalutabili), altri che l'hanno ricevuta solo parzialmente e in forma anomala dal punto di vista fiscale e previdenziale.
VIZI ANTICHI
Per le organizzazioni di categoria si confermano insomma le difficoltà nella realizzazione dell'azienda unica regionale, che si trascinerebbe dietro le stesse incongruenze e gli antichi vizi del passato, a partire dalla conferma della quasi totalità dei dirigenti (alcuni di nomina politica) additati come «i primi responsabili della pessima conduzione delle singole aziende». Il riferimento è ai «risultati contabili disastrosi», le cui conseguenze ricadrebbero oggi unicamente sui lavoratori di Tua.

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