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Data: 08/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Bus Schiappa, solo posti in piedi. Odissea di 15 pendolari della linea Roma-Sulmona

SULMONA. Soltanto posti in piedi per 15 pendolari che venerdì sono saliti sull'ultima corsa Schiappa che parte da Roma, alle 20,30, destinazione Sulmona. I malcapitati hanno rischiato di restare addirittura a piedi perché, per motivi di sicurezza, i pullman dovrebbero trasportare un numero di persone pari al numero dei posti a sedere. Dura la reazione del comitato dei pendolari.
Resta in agguato, inoltre, la riduzione del numero di corse che collega il centro Abruzzo con la Capitale è stata ipotizzata dopo che la Schiappa, prima controllata dall'Arpa, è stata associata alla Paolibus, per arginare le difficoltà economiche dell'azienda di trasporto. «È innegabile» afferma Francesco Di Nisio portavoce del comitato dei pendolari «che la scelta di tagliare corse e personale sia strumentale. A quanto pare il numero di viaggiatori è in crescita e l'episodio di venerdì sera ne è la prova». Per i 15 pendolari, costretti a viaggiare in piedi, il rientro in Valle Peligna non è stato dei migliori. Un viaggio di due ore in condizioni precarie del quale è stato subito avvertito il comitato che da anni si batte per migliorare le condizioni di viaggio di chi, per motivi di studio e lavoro, deve raggiunge Roma quotidianamente o più giorni a settimana.
«Non è assolutamente vero che gli autobus viaggiano vuoti" riprende il portavoce del comitato"anzi, il collegamento tra Roma e il centro Abruzzo rappresenta un servizio importantissimo".
Il comitato conferma l'intenzione di intraprendere iniziative eclatanti in caso la proposta di soppressione delle corse diventi una realtà.
«Non vogliamo certo perdere i diritti acquisiti» rincara Di Nisio «abbiamo lottato tanto, negli anni passati per ottenere l'istituzione di due nuove coppie di corse e non tollereremo che sia ridimensionato il servizio». Il comitato dei pendolari è costituito da un centinaio di persone e nei mesi scorsi ha promosso un'iniziativa per scongiurare il taglio delle corse. È stato chiesto ai Comuni del comprensorio di votare ordini del giorno in consiglio comunale per sostenere l'azienda Schiappa, facendo restare la sede a Scanno e mantenendola pubblica. Nelle scorse settimane sono scesi in campo anche i sindacati chiedendo alla Regione l'intervento dell'Arpa per arginare le difficoltà economiche dell'azienda Schiappa.

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