MONTESILVANO. Riaprire subito il tavolo sui servizi sociali del Comune e la gestione del personale dell'Azienda Speciale Ferrigno. Lo chiede la Cgil Funzione pubblica sollecitando un incontro con il sindaco Pasquale Cordoma una volta superati gli ostacoli del lungo commissariamento. Per il sindacato si tratta, infatti, di «una priorità che prescinde dal colore politico delle Amministrazioni».
La Cgil spiega così la sua iniziativa: «Dopo essersi battuti e avere ottenuto dalla passata Amministrazione la stabilizzazione delle operatrici e degli operatori del sociale dell'Aziensa Speciale Ferrigno, passando da contratti atipici a contratti a tempo determinato e di rapporto subordinato, si ha il necessario e impellente bisogno di fare il punto della situazione sull'orario di lavoro e sull'organizzazione dello stesso». Sempre a detta della Cgil-Funzione pubblica, «un servizio efficace ed efficiente destinato ai più bisognosi passa, inderogabilmente, dall'aumento delle ore lavorabili dalle operatrici e dagli operatori del sociali che oggi risulterebbe soltanto 12 contro le 19 e oltre che preesistevano prima».
Da qui la necessità per il sindacato di aprire un confronto con l'Amministrazione al fine di aumentare le ore delle operatrici. Questo consentirebbe altresì, a detta della Cgil, il raggiungimento di livelli retributivi dignitosi per operatrici che svolgono il loro particolare e delicato lavoro con dedizione e sensibilità. Le attuali retribuzioni sono invece ferme a 180-250 e 350 euro al mese.
L'Azienda Speciale Ferrigno occupa attualmente 70 unità nel settore dell'assistenza scolastica, 40 nell'assistenza domiciliare agli anziani, 15 negli asili nido, 11 in amministrazione e altri 15-20 addetti tra la casa di riposo Falini, la ludoteca, la casa famiglia, la farmacia comunale e altri servizi di utilità sociale. Ecco perché a detta della Cgil «destinare risorse economiche congrue per il personale» è un obbligo, più che un lusso, della buona Amministrazione.