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Pescara, 19/10/2020
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Data: 05/10/2015
Testata giornalistica: Il Centro
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
Strada dei Parchi - Autostrade A24 e A25. Spostati da Roma a Chieti. I dipendenti non ci stanno. Stato di agitazione dei lavoratori della concessionaria del gruppo Toto. I sindacati: «La vicenda è gravissima ed apre scenari ad oggi mai esplorati»

PESCARA Il personale della Strada dei parchi, la società del gruppo Toto che gestisce le autostrade A24 Roma Teramo e A25 Torano Pescara è in stato di agitazione. Lo riferisce la Filt Cgil in merito «alla protesta proclamata unitariamente con Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl AT a seguito della decisione di trasferire gran parte del personale della Direzione generale a Chieti». Una vertenza che colpisce in una regione dove le banche spostano altrove i centri decisionali, dove Poste e Ferrovie rispondono ormai ad Ancona, dove si accorpano le prefetture e chiudono le sedi provinciali della Banca d’Italia. Strada dei parchi va in controtendenza e sposta da Roma a Chieti il baricentro del personale. Secondo la Filt Cgil nazionale «la vicenda è gravissima ed apre scenari ad oggi mai esplorati. Rispetto a tali determinazioni incomprensibili» sottolinea la Filt «rimangono indietro soluzioni alle carenze di organico in esazione ed in manutenzione, quelle relative ai mezzi affidati alla viabilità come alla manutenzione aziendale con riflessi importanti e pesanti in tema di sicurezza». Nei prossimi giorni sindacato e azienda si incontreranno per trovare un accordo. Intanto, in attesa della fine dell’anno e del consueto rincaro delle tariffe autostradali, si riaccende il dibattito parlamentare sulle concessioni. Il Movimento 5 Stelle, denuncia che il governo «si appresta a riaprire la porta ai concessionari autostradali permettendo loro di affidare una parte dei lavori che devono eseguire senza una gara d'appalto. Già in Senato», hanno affermato i parlamentari Andrea Cioffi e Claudia Mannino, rispettivamente capogruppo in Commissione Trasporti al Senato e capogruppo in Commissione Ambiente alla Camera, «avevamo chiesto una norma più stringente, in modo che i soldi spesi dai concessionari fossero tutti oggetto di gara d'appalto, e in quell'occasione la maggioranza lasciò la porta parzialmente aperta. Ora il governo vuole andare addirittura nella direzione opposta. Basta regali ai concessionari. Piuttosto aumentiamo loro il canone di concessione che versano allo Stato, oggi pari al 2,4% dei pedaggi».

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