Oggi ci sentiamo un po' milanesi, o almeno ci piacerebbe. Ci piacerebbe perché l'esperimento tentato dalla giunta meneghina, ossia far pagare un balzello alle auto che vogliono entrare in centro, comprese quelle dei residenti, è coraggioso e merita di essere sostenuto con decisione, atteso che è il primo che riguarda una grande città italiana e che quindi sembra destinato a funzionare da esempio. Specie per tutti coloro che per pavidità, pigrizia mentale o - peggio ancora - scelta cosciente - hanno deciso di non fare nulla per scoraggiare l'uso delle automobili almeno nei centri cittadini, dove più impattante è l'effetto del combinato disposto inquinamento/ traffico. Le amministrazioni che fanno orecchie da mercanti e non capiscono che in futuro il petrolio sarà scarso e costoso, l'aria sempre più irrespirabile e il trasporto collettivo l'unica risposta credibile per la mobilità cittadina, non fanno certo un buon servizio a chi li ha scelti per governare. Per questo ogni tentativo di porre un freno all'ingordigia degli automobilisti e ai loro bisogni indotti, sovente neanche importanti, va sostenuto e guardato con attenzione. I 40 e passa milioni di euro che il Comune di Milano incasserà dagli automobilisti serviranno proprio a sostenere il trasporto pubblico, proprio come ha fatto Londra in questi anni con straordinario successo. E questo permetterà senza dubbio di offrire più servizio pubblico, tagliando una volta per tutte il nodo gordiano secondo il quale prima bisogna offrire più servizio e poi scoraggiare l'uso delle auto. Una convinzione che è il miglior modo per lasciare tutto com'è, o al limite, far finta di cambiare qualcosa per non cambiare nulla. In perfetto stile italico.