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Pescara, 15/05/2026
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11/07/2007
Il Messaggero
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Maggioranza compatta, passa la riforma dell'Aptr. Centrosinistra, solo Orlando non vota. L'opposizione all'attacco, Paolini si difende |
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L'AQUILA-Tutto secondo copione all'Emiciclo.Passa la riforma dell'Aptr, l'Azienda di promozione turistica regionale, voluta da Ottaviano Del Turco e alla fine accettata, non si sa quanto di buon grado, dal vicepresidente Paolini. La nuova Aptr non avrà più il presidente e il consiglio d'amministrazione. Al loro posto ci sarà un direttore generale nominato dalla giunta regionale, come già all'Arta e all'Arssa, e un comitato tecnico consultivo formato dai rappresentanti delle principali associazioni del turismo, della Confcommercio, della Confindustria. Il direttore generale dovrà avere la laurea, e un'esperienza di almeno cinque anni di direzione tecnica e amministrativa in enti, aziende e strutture pubbliche o private. E' stata questa ieri la decisione del consiglio regionale dopo le tumultuose riunioni di maggioranza delle ultime ore e la minaccia, concreta, di disimpegno della Margherita, minaccia poi rientrata ieri mattina dopo una riunione del gruppo poco prima che avesse inizio l'assemblea regionale. La legge è stata votata da tutta la maggioranza, ma non da Angelo Orlando, di Rifondazione, presidente della commissione Bilancio. «Le crociate non mi piacciono (sui costi della politica ndr)- ha detto abbandonando l'aula- Si sa come si comincia, ma non dove si va a finire». Al momento del voto via dall'aula anche l'opposizione. Aveva presentato quattro emendamenti per «meglio puntualizzare- ha detto D'Orazio- le funzioni del presidente e le sue prerogative», ma se li è visti bocciare. E così c'è stata polemica, qualche tentativo d'ostruzionismo, ma stavolta la maggioranza ha mostrato un'insolita compattezza peraltro sorretta dai numeri. Gli strali del centrodestra hanno preso di mira l'assessore al Turismo Enrico Paolini «sfiduciato da Del Turco che in un colpo solo ha cancellato la miniriforma del vicepresidente della giunta e ha fatto fuori Di Masci, uomo della Margherita», hanno detto Amicone e De Matteis. Paolini si è difeso. Aveva pensato un'altra riforma: un presidente nominato dalla giunta, quattro consiglieri d'amministrazione tutti esperti di turismo, più un quinto consigliere scelto dalle associazioni con parere consultivo. Poi gli avvenimenti sono precipitati: in due giorni è cambiato tutto. «Non ho fatto altro- ha detto Paolini- che adeguarmi alle linee d'indirizzo della giunta regionale sugli enti strumentali e le società partecipate. Io volevo diminuire i costi dell'Aptr, così diminuiscono ancora di più». A difenderlo a spada tratta ha pensato comunque Di Matteo, capogruppo Ds: «Nessuno ha sfiduciato Paolini- ha detto- a cui va tutto il nostro sostegno e l'apprezzamento per il lavoro svolto per il turismo abruzzese che sta crescendo». Appoggio, sia pure con toni diversi, è arrivato da Verini, Mascitelli («no al finto unanimismo»), Santroni, Melilla. Ha picchiato duro, invece, l'opposizione con Pace, Di Paolo, Tagliente, Tancredi, Di Stefano, al solito molto polemico. Vivace il battibecco col governatore Del Turco che lo accusava di ostruzionismo. Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia, ha parlato di «colpo di mano da parte della maggioranza, così non si risolvono i problemi del turismo. Siamo favorevoli a diminuire i costi della politica, avremmo votato la legge se avessero accetto i nostri emendamenti».
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