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Data: 13/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Pensioni, a un passo dall'accordo. Pressing dei sindacati mentre Prodi media tra Damiano e Padoa-Schioppa

ROMA. Prima accordo nella maggioranza, condivisione di soluzioni e costi, eppoi dopo questo "sì" corale, i sindacati sono pronti a essere consultati e a dire la loro sulla proposta per superare lo «scalone» (il salto che la legge del precedente governo imporrebbe nell'età pensionabile, dai 57 attuali a 60 anni dal primo gennaio). Questa la condizione che i leader sindacali hanno posto a Palazzo Chigi, consapevoli di non voler dare un assenso a una proposta che potrebbe cambiare successivamente nel consiglio dei ministri di stamane. Prodi ieri ha convocato il ministro del Welfare Cesare Damiano e quello dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, i due che finora si sono smentiti a vicenda anche davanti alle controparti sociali. Dopo una mezz'ora di colloquio, Damiano (il più vicino alla proposta che il governo intende fare ai sindacati) è tornato al Ministero dove stava discutendo con i sindacati le misure a favore dei giovani.
Ecco il documento che Damiano ha presentato ai sindacati. Per i lavoratori nel sistema retributivo o misto si intende ridurre dagli attuali 6 anni a 3 anni il limite minimo di anzianità contributiva richiesto per cumulare i contributi delle varie gestioni pensionistiche. Si potrà chiedere il riscatto degli studi universitari prima di cominciare l'attività lavorativa con un contributo annuo. Il pagamento sarà dilazionato in dieci anni e sarà deducibile dalle tasse. Per coloro che sono nel regime misto il riscatto della laurea sarà consentito in 120 rate senza alcun interesse.
La proposta che il governo vorrebbe fare per superare lo scalone, è questa. Dall'anno prossimo si va in pensione a 58 anni con 35 anni di contributi. Nel 2010 la soglia sarà portata a 59. Poi scatterà un meccanismo di mix tra anni di età e anni di contribuzione che dovrebbe portare a 97. Qualsiasi discussione sullo scalone trova il "no" di Berlusconi che non vorrebbe alcuna trattativa e chiede solo di alzare l'età lavorativa. Sul fronte dei conti, invece, l'operazione si potrebbe fare anche perchè ieri il presidente dell'Inps Giampiero Sassi ha annunciato che nei primi cinque mesi dell'anno l'istituto ha registrato 3,8 miliardi in più di entrate.
Secondo Guglielmo Epifani (Cgil) «se Prodi vuole davvero fare l'accordo sulle pensioni, è possibile che si riesca a trovare un'intesa, perchè ciò vuol dire che terrà conto delle proposte e delle obiezioni del sindacato». In mattinata Prodi aveva risposto ad Epifani: «Si troverà una soluzione per l'ammorbidimento dello scalone, ma a condizione di mantenere l'equilibrio finanziario del sistema.

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