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Pescara, 23/04/2024
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Data: 03/11/2015
Testata giornalistica: City rumors
Trasporto Unico Abruzzese, D’Amico replica a Faisa ed Ugl dopo la denuncia

Pescara. In riferimento alla denuncia dei sindacati Faisa Cisal e Ugl trasporti sulle presunte disfunzioni che sarebbero presenti nell’ex GTM, il Presidente di Tua Luciano D’Amico ribatte precisando che gli autori dell’esposto colpiscono l’Azienda per tutelare i privilegi di alcuni alterando la realtà dei fatti e producendo confusione e populismo al solo fine di ricattare l’Azienda e di screditarla di fronte all’opinione pubblica.

“Posso confermare che il servizio pneumatici è gestito all’interno di TUA nella ex-Arpa dal 30 settembre, dice il Presidente di TUA, mentre per la ex-Gtm si è in attesa della scadenza del contratto di affidamento esterno il prossimo 30 novembre, da quella data anche questo servizio sarà affidato all’interno.

La foresteria di Penne è da tempo chiusa (ad esclusione dei servizi igienici) perché ubicata in una palazzina storica soggetta a vincolo della Sovrintendenza, la cui ristrutturazione risulterebbe eccessivamente onerosa e non giustificata (mentre è stata realizzata la bonifica ambientale per la rimozione dell’amianto); si è già deliberato di reinternalizzare il servizio di svuotamento delle emettitrici a bordo alla scadenza del contratto di affidamento esterno, eliminando i disservizi lamentati” D’Amico precisa che il servizio di segnalamento delle paline elettroniche è in corso di aggiornamento e che verrà riattivato entro la fine del corrente anno, essendo stato sospeso sia per eccessiva onerosità, sia per necessità di affinamento; il carro attrezzi ex-Gtm, inoltre, verrà dismesso, essendo eccessivamente oneroso l’esercizio diretto anche a causa delle indennità di reperibilità (molto care alle citate frange estremiste cui interessa molto più la possibile prebenda che non l’efficienza e l’economicità del servizio.

Dopo aver fornito i dovuti chiarimenti, il Presidente di TUA si chiede:
“Quali privilegi difendono le frange minoritarie che non hanno firmato il Contratto aziendale di secondo livello e che hanno animato questa protesta specifica (emettitrici, servizio pneumatici, carro attrezzi? È presto detto, con alcuni esempi.

“Secondo i vecchi contratti, i sindacalisti UGL e i sindacalisti provinciali Faisa, dice D’Amico, pur essendo solo cinquantenni, godevano di un turno di lavoro cosiddetto di “minor aggravio” (turni 200) che prevedeva un impegno orario di guida effettiva di circa 4 ore giornaliere, pur percependo uno stipendio pieno commisurato a 6,5 ore giornaliere di guida, con la prospettiva di conseguire magari una “inidoneità alla guida” e poter godere del pensionamento a 60 anni (magari con incentivo), godevano di 78 giorni di riposo per anno (oltre le ferie), percepivano circa il raddoppio dello stipendio nelle giornate di cosiddetta “semifestività” (le Quattro giornate di Napoli, i Patti lateranensi, la festa di San Martino, la festa della Madonna dei Colli, la festa di San Giuseppe, le vigilie di Natale e di Capodanno, il Giovedì grasso, ecc.), erano liberi da qualsiasi vincolo di turnistica, derivandone un impegno lavorativo annuo inferiore alle 1.000 ore, mentre tutti i restanti lavoratori di qualsiasi settore di appartenenza sono tenuti a superare le 1.500 ore per anno (senza peraltro poter festeggiare, ad esempio, la ricorrenza delle Quattro giornate di Napoli).

“Tutte queste prebende, precisa il Presidente di TUA, sono state eliminate con il Nuovo Contratto aziendale e va riconosciuto il merito ai Sindacati firmatari di aver introdotto un modello che, tutelandoli, collega i livelli stipendiali e i loro aumenti al miglioramento della produttività, sicché a regime i lavoratori saranno adeguatamente remunerati per le prestazioni effettuate e l’Azienda potrà offrire ai Cittadini abruzzesi un buon servizio a prezzi contenuti.

D’Amico aggiunge che l’azienda unica dei trasporti è nata con l’obiettivo di offrire ai cittadini abruzzesi un miglior servizio a costi più bassi; per questo è stata creata un’unica struttura societaria, è stato avviato un poderoso piano di ristrutturazione che nell’unificazione degli esercizi precedentemente gestiti da Arpa, Gtm e Sangritana, trova le premesse per mantenere una forte presenza pubblica nel settore del trasporto pubblico locale, presenza pubblica in grado di traghettare la nostra Regione in uno scenario futuro fatto di competitività e di innovazione.

La recente firma del Contratto aziendale di secondo livello, siglato da Fit-Cisl, Filt-Cgil, Uil-trasporti e Faisa-Cisal (quest’ultima quale segreteria regionale), inoltre, rappresenta un importante traguardo, visto che tali organizzazioni rappresentano oltre il 96% dei lavoratori iscritti. L’accordo sarà sottoposto all’esame di tutti i 1.600 lavorati di TUA con una consultazione referendaria da tenersi nei prossimi giorni.

Per D’Amico si tratta di un risultato straordinario perché consente di cancellare definitivamente alcune vetuste e anacronistiche modalità di lavoro che, se in passato erano coerenti con una certa abbondanza di risorse finanziarie, oggi non sono più compatibili con i vincoli di bilancio, né sono fronteggiabili prelevando risorse dalle tasche dei cittadini abruzzesi attraverso maggiori imposte o biglietti più cari.

Per questo il Presidente di TUA esprime un ammirato ringraziamento ai Sindacati firmatari che, con spirito di responsabilità sia verso i lavoratori, sia verso i cittadini abruzzesi, si sono impegnati con l’Azienda in otto mesi di trattative molto faticose che hanno consentito di tutelare tutti i posti di lavoro – nessun licenziamento – di mantenere sostanzialmente inalterati i livelli salariali, nonché di creare le premesse per la sostenibilità e per lo sviluppo dell’Azienda pubblica.

Poi ringrazia anche il consigliere regionale Domenico Pettinari per l’interessamento mostrato per l’Azienda unica di trasporto dichiarando di confermare la massima disponibilità da parte di TUA per chiarire subito qualsiasi questione ed evitare inconsapevoli e incolpevoli errori di valutazione.

Il Presidente di TUA Spa Luciano D’Amico, a conclusione del complesso e articolato confronto sindacale, ha invece espresso un ammirato ringraziamento alle Segreterie Regionali firmatarie che, con alto senso di responsabilità e lungimiranza, hanno sostenuto una trattativa estremamente faticosa che ha consentito di tutelare tutti i posti di lavoro – nessun licenziamento – di mantenere sostanzialmente inalterati i livelli salariali, nonché di creare le premesse per la sostenibilità e per lo sviluppo dell’Azienda pubblica.
Alla vigilia delle assemblee dei lavoratori e dei referendum, il Presidente D’Amico auspica che ciascun dipendente voglia valutare positivamente lo sforzo delle parti di individuare un difficile punto d’equilibrio, ricordando la disponibilità dell’Azienda, all’indomani dell’Atto di Fusione, a derogare all’immediata applicazione con effetto sostitutivo del contratto aziendale della società incorporante al personale delle società incorporate.
Se la prosecuzione del confronto sul contratto aziendale applicabile dall’Azienda Unica di Trasporto Regionale non avesse portato all’ipotesi sottoscritta in data 26 ottobre 2015, del resto, stante la disdetta della contrattazione aziendale della società incorporante con efficacia dal 15 settembre 2015, la conseguenza sarebbe stata quella dell’applicazione del solo contratto nazionale, con evidenti ricadute sul trattamento economico dei dipendenti, anche in considerazione delle disdette della contrattazione di II livello.

Le parti hanno invece inteso proseguire la trattativa del nuovo contratto aziendale dell’Azienda Unica di Trasporto Regionale (T.U.A. S.p.a.), disponendosi, anche nel corso del preavviso alle disdette, ad un confronto proficuo e costruttivo sulle diverse materie, in coerenza con gli obiettivi del Piano industriale.

Il Presidente D’Amico rinnova pertanto il ringraziamento alle Organizzazioni Firmatarie, soprattutto per la responsabilità di aver compreso come la vicenda contrattuale si iscrivesse tra le iniziative assunte e da assumere motivate dal solo, unico obiettivo di tutela degli interessi dell’Azienda, dei livelli occupazionali, dei diritti fondamentali del lavoro e del diritto alla mobilità dei cittadini, in un contesto di criticità che purtroppo investe, come noto, il trasporto pubblico locale sia a livello regionale che nazionale.
Il senso di responsabilità richiesto in tale circostanza ha dimostrato anche la consapevolezza che da un confronto leale e serrato nascerà una rinnovata compattezza necessaria a superare l’attuale, grave momento di difficoltà.
Anche D’Alessandro contro i sindacati: ‘Bocciare il referendum significherebbe perdere 11 milioni di euro’

“Vedo e leggo che qualche spezzone locale di sindacato, non facendosi carico della responsabilita’ che, al contrario, ha contraddistinto le sigle regionali, sta diffondendo false informazioni. Vorrei chiarire a tutti la reale situazione, come da sempre del resto anticipata e rappresentata dal presidente di TUA Luciano D’Amico”.

Inizia cosi’ una nota del consigliere delegato ai Trasporti Camillo D’Alessandro.

“Ebbene – spiega l’esponente politico – i contratti aziendali di GTM e Sanagritana non esistono più dal giorno della fusione, perchè le due società sono state incorporate, non esistono più e quindi non possono esistere i loro contratti, giuridicamente esiste solo quello della ex ARPA, cioè della incorporante”.

“Ciòsignifica – sottolinea D’Alessandro – che se i lavoratori, con il referendum, dovessero bocciare il nuovo contratto sottoscritto, si procedera’ alla revoca dell’unico contratto di secondo livello esistente, cioè ARPA, per cui, a tutti i lavoratori delle tre ex societa’, GTM, Arpa e Sangritana, si applicherà solo il contratto collettivo nazionale di base senza alcun contratto di secondo livello, ciò significa un taglio alle spettanze economiche dei lavoratori di 11 milioni di euro, con la produttività prevista dal contratto nazionale, senza alcuna distinzione”.

“Frange di rappresentanti sindacali aziendali, minoritarie, non possono in alcun modo pensare di rovinare il futuro dei 1.600 dipendenti perchè – si legge nella nota – se i lavoratori, in buona fede , dovessero seguirli nel referendum, ci troveremmo ad un bagno di sangue nelle loro retribuzioni, cosa che io ho evitato sin dall’inizio del mio lavoro.

Avevo detto che ci sarebbe stato un taglio minimo in busta paga, ma che avremmo aumentato la produttività. Questo abbiamo fatto con il nuovo contratto, bocciare il referendum significherebbe massacrare la retribuzione dei lavoratori”, e’ il commento finale del consigliere D’Alessandro.

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