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Pescara, 15/05/2026
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Data: 14/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Deficit sanità, la Regione passa la verifica. Via libera del governo al primo test sul piano di rientro. In arrivo 297 milioni. Accordo sul personale Sospeso lo sciopero nazionale del 20

PESCARA. La Regione porta a casa da Roma il primo assegno di 297 milioni per ripianare i debiti della sanità. È l'effetto del via libera che i ministeri della Sanità e dell'Economia hanno dato alla prima verifica sull'attuazione del piano di rientro presentato dalla giunta Del Turco.
E oggi il presidente della Regione Ottaviano Del Turco e l'assessore Bernardo Mazzocca illustreranno in una conferenza stampa in Regione le misure comprese nel piano, le risorse che saranno messe a disposizione e tutti gli adempimenti amministrativi deliberati fino a oggi sulla sanità (il governo ne ha esaminati 84).
Dunque il primo passo è fatto, anche se arriva con un ritardo di quasi tre mesi: la prima verifica era prevista entro il 15 aprile, mentre per domani era in agenda la seconda verifica. E così via di tre mesi in tre mesi fino al 15 aprile del 2010 quando Regione e ministero dovrebbero registrare il primo bilancio in nero e quindi iniziare a predisporre il ritorno delle aliquote regionali di Irpef e Irap ai valori precedenti a quelli del giugno 2006.
Il patto sottoscritto il 6 marzo scorso con il ministro della Salute Livia Turco sblocca a favore dell'Abruzzo risorse ferme dal 2001 al 2005 pari a 700 milioni di euro a cui si aggiungono altri 300 milioni di euro riservati alle regioni in difficoltà.
Con il passaggio della prima verifica verrà erogato il 40% dei 700 milioni, dunque 297 milioni. La restante somma, secondo il piano sottoscritto, dovrebbe essere erogata entro il 31 luglio.
L'esame è stato ritardato soprattutto da alcune richieste di approfondimento sul personale avanzate dal tavolo di monitoraggio. Il governo ha voluto esaminare le piante organiche delle Asl e capire se erano conformi al piano di riduzione dei costi del personale (l'1,4% in meno rispetto al costo del 2004 più un ulteriore risparmio di 11 milioni entro il 2009). Una politica di tagli che ha interessato tutte le regioni e ha messo in agitazione i sindacati che avevano proclamato uno sciopero nazionale della sanità per il 20 luglio. Sciopero rientrato proprio ieri dopo la firma dell'accordo tra ministro e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. L'intesa prevede l'avvio di una fase di concertazione a livello regionale per studiare un percorso di graduale stabilizzazione del precariato.






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