LANCIANO. Il rilancio passa per tre progetti varati dal Cda: nuova ferrovia Torino di Sangro-Archi al servizio anche dei lavoratori pendolari della Val di Sangro, prolungamento dell'accordo per il trasporto dei furgoni Sevel e potenziamento del raccordo ferroviario nel porto di Vasto.
In attesa dell'inaugurazione della nuova stazione di Lanciano, in via Bergamo (ormai i rinvii sono mensili), il consiglio d'amministrazione appena riconfermato - oltre alla presidente Di Lorenzo restano in carica Teresa Giannantonio (vicepresidente in quota Ds), Gianni Quagliarella (Sdi), Giuseppe D'Ortona (Comunisti italiani), Andrea Natale (Verdi) - ha varato uno specifico piano per il rilancio.
«Abbiamo approvato il progetto per dirottare sulla ferrovia Torino di Sangro-Archi il finanziamento previsto per la Bomba-Quadri», sottolinea Teresa Giannantonio, «si tratta di un fondo di undici milioni e 800mila euro e servirà per realizzare binari e linea elettrica. Inoltre, sarà costruita una nuova stazione in prossimità della Sevel, prevalentemente al servizio degli operai pendolari».
La tratta ferroviaria rappresenta una delle storiche incompiute: i primi lavori iniziarono una decina d'anni fa, in concomitanza con quelli per la nuova linea Lanciano-San Vito. «Aspettiamo il via libera di Regione e ministero», riprende la Di Lorenzo, «entro un anno e mezzo contiamo di approvare il progetto definitivo».
L'altro progetto in cantiere riguarda il miglioramento dei collegamenti ferroviari nel porto di Punta Penna a Vasto. «E' stato chiesto un finanziamento di quattro milioni di euro alla Regione», dichiara la Di Lorenzo.
L'ultimo "investimento" è per il trasporto merci. E' stato sottoscritto un nuovo accordo tra la Sangritana e la società Nord Cargo di Milano per il trasporto dei furgoni Ducato Fiat prodotti dalla Sevel. Da settembre i viaggi settimanali passeranno da tre a quattro. I convogli raggiungeranno Bologna e non più Rimini. Per ogni chilometro percorso la Sangritana percepirà 11,40 euro (attualmente ne guadagna 11).