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Pescara, 15/05/2026
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Data: 15/07/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Lorenzo: la Sangritana riparte. Ma sul bilancio 2006 pesano le scelte «poco ortodosse» della passata gestione

LANCIANO - Li definisce «poco ortodossi», la nuova presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo, certi risvolti della passata gestione che avrebbero portato l'azienda frentana di strasporto ad accumulare pesanti passività. «Anche il primo esercizio della nostra gestione - aggiunge la Di Lorenzo - si chiude in passivo, ma il bilancio adesso risulta epurato da quegli elementi poco ortodossi, tanto che possiamo guardare con fiducia al futuro. In particolare sono stati avviati progetti di grande prospettiva per il trasporto merci su rotaia, dentro e fuori l'Abruzzo».
Il bilancio 2006, che si chiude con un passivo di 2 milioni di euro, è stato approvato dalla Regione, socio unico della Sangritana, proprio in presenza di novità positive già in cantiere. «Ma anche su questo passivo - sottolinea la Di Lorenzo - va precisato che senza i costi degli esercizi degli anni 2003-2005, che ammontano a 3 miliardi e 900 mila euro, avremmo avuto un utile ordinario di esercizio di un milione e 867 mila euro».
Tra gli aspetti positivi, l'aumento del volume degli affari della Sangritana per il trasporto dei furgoni "Ducato" della Sevel all'estero. Da agosto, le corse diventano 4 alla settimana. Per ogni viaggio l'azienda ha un guadagno di circa 3 mila euro. Si allunga anche il tragitto: non più da Torino di Sangro a Rimini, ma fino a Bologna. E sempre per il trasporto merci, in progetto l'attivazione del tratto ferroviario Archi-Torino di Sangro, a servizio di tutte la industrie della Val di Sangro. Per i passeggeri ormai pronto il nuovo tracciato Lanciano-San Vito.
Tra gli elementi «poco ortodossi» del passato, la presidente Di Lorenzo, attorniata da tutto il Cda, cita «crediti non più esigibili dal ministero per circa un milione e mezzo di euro, ma comunque messi in bilancio; la "Staff" rilevata dalla Sangritana nel 2003 per un milione di euro, che un verbale della Guardia di Finanza ha ritenuto "un'operazione non vantaggiosa per l'azienda"; i contenziosi con ex dirigenti, per i quali sono stati fissate "buonuscite" molto vantaggiose in caso di licenziamento: cifre che la società ha dovuto mettere in preventivo; la svalutazione di avviamenti».
E conclude la Di Lorenzo: «Adesso l'azienda riparte per crescere e puntare allo sviluppo, sia sul piano dell'occupazione che del volume d'affari. Il trasporto su ferro è un settore che ha mercato ed è in crescita, e noi siamo pronti per cogliere le opportunità offerte attraverso una struttura bene organizzata».




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