PESCARA - Deficit della sanità: la Regione supera il primo esame. Il via libera incrociato, dai ministeri di Sanità ed Economia, dà ossigeno alle casse del bilancio. Grazie all'esito positivo della prima verifica romana si sblocca il fondo di oltre 700 milioni di euro, risorse relative al periodo 2001/2005 e mai utilizzate. «Aver passato questo esame -dice il governatore Ottaviano Del Turco- ci consente di incassare una prima tranche pari al 40% di quei 700 milioni, ovvero 297 milioni». Del Turco ha sottolineato l'importanza dell'obiettivo raggiunto e della possibilità di ricevere il finanziamento entro fine luglio. Dal punto di vista economico, nel periodo 2001/2005, il costo medio annuale per la sanità è cresciuto dell'8,6%, quasi 200 milioni di euro l'anno. «Questo sistema produceva debiti che bisognava quantificare con cifre da Paperon de' Paperoni: un miliardo di lire al giorno -attacca Bernardo Mazzocca, assessore regionale alla Sanità- E l'inadempienza di chi amministrava prima di noi aveva prodotto crediti governativi pari ad 843 milioni». Intanto, nel 2006 c'è stata un'inversione di tendenza nei costi, con un calo dell'1,4%, pari a 32 milioni. Con il piano di rientro si reperiranno i crediti pregressi, per un totale di 843 milioni, e accedere ai fondi aggiuntivi per altri 152 milioni. «Per superare la verifica abbiamo dovuto lavorare su 84 punti -precisa Mazzocca- , tra cui spesa farmaceutica, ricoveri impropi, cure domiciliari, razionalizzazione ed utilizzo del personale e integrazione socio sanitaria». Un punto ancora sotto la lente di ingrandimento riguarda i contestati ticket: la delibera è ancora in corso di analisi e si dovrà aspettare prima di conoscere la decisione. «Occorre anche essere scaramantici -dice sorridendo Mazzocca- siamo stati convocati venerdì 13 alle 13, chi crede in queste cose magari poteva essere scettico, invece è stato premiato il frutto del lavoro di squadra». Mazzocca, tra gli obiettivi, ha citato anche la legge sul riordino della rete ospedaliera che «mancava da otto anni e l'Agenzia sanitaria che mancava». Poi Del Turco si è tolto un sassolino dalla scarpa: «A chi protesta contro le misure che la Regione ha dovuto intraprendere per risanare la sanità dico che questo è il risultato di chi ci ha preceduto». Capitolo tasse. Sui quattrini che ogni mese gli abruzzesi si vedono costretti a pagare con l'addizionale Irpef più alta d'Italia è sceso in campo Giovanni D'Amico, assessore al Bilancio: «Dobbiamo liberare risorse, oltre che per la sanità, anche per lo sviluppo. Se riusciamo a rimettere il bilancio in pareggio entro il 2009, ovvero nell'ambito del piano regionale sanitario, dal 2010 è ipotizzabile iniziare a rivedere un ribasso della fiscalità regionale. Qualcuno ci contesta che la crescita del Pil regionale sia più bassa di quella nazionale, ma- senza l'aumento di Irpef e Irap avremmo saremmo stati in linea con la media nazionale. Comunque, è importante che, per la prima volta, la sanità entri nelle dinamiche del bilancio».