LANCIANO. Un bilancio chiuso sì in passivo, ma epurato dagli elementi «poco ortodossi» che possono compromette lo sviluppo della Sangritana in un momento in cui si aprono grandi prospettive di sviluppo per il trasporto su ferro. La presidente dell'azienda Loredana Di Lorenzo parla dell'ultimo bilancio di esercizio, approvato dalla Regione - socio unico della Sangritana - come un momento decisivo dell'azienda per voltare pagina.
Ma non potrebbe essere altrimenti secondo l'attuale gestione, viste una serie di operazioni portate avanti negli ultimi anni, e nascoste dietro una facciata dove non era tutto oro ciò che luccicava.
«Questi due milioni sono una cifra che non avremmo registrato senza una serie di scelte sbagliate da parte della precedente gestione», afferma la Di Lorenzo, «anzi, si poteva chiudere con un utile ordinario di esercizio di un milione e 800mila euro».
«Quando questo consiglio di amministrazione si è insediato, nel giugno dell'anno, scorso c'era già una linea definita dell'esercizio in corso», ricorda la presidente, «all'epoca uno dei primi atti fu quello di richiedere una relazione per conoscere le reali condizioni dell'azienda, e nel documento che abbiamo ricevuto alcuni mesi dopo, al di là dei risultati positivi che venivano sbandierati, si parlava chiaramente di elementi "poco ortodossi", e di un bilancio che in diverse occasioni era stato costruito con voci non inerenti alla produzione».
Tra questi vengono citati, ad esempio, i crediti non più esigibili dal ministero per circa un milione e mezzo di euro, messi comunque in bilancio. In pratica, la Sangritana diceva di dover riscuotere soldi che non gli erano più dovuti.
veleni in azienda e lettere anonime
«Più lettere anonime che comunicazioni ufficiali»: è una delle «bruttissime abitudini della Sangritana» denunciata la scorsa settimana, nel corso di un'altra conferenza stampa, dalla presidente Loredana Di Lorenzo: «Hanno tutte firme tipo "dipendenti onesti" e tutti dicono di nascondere la propria identità per paura».
La presidente ricorda anche la vicenda della Staff, rilevata dalla Sangritana nel 2003 per un milione di euro, che un verbale della Guardia di finanza ha ritenuto «un'operazione non vantaggiosa per l'azienda». «Si trattava tra l'altro di licenze che erano state liberalizzate e non avevano quindi valore», sottolinea la Di Lorenzo.
Ci sono poi i contenziosi con gli ex dirigenti, per i quali sono stati fissate "buonuscite" molto vantaggiose in caso di licenziamento: cifre che la società ha dovuto mettere in preventivo. «Ora ripartiamo da un bilancio corretto, fatto secondo principi contabili corretti», rivendica la Di Lorenzo, «è da qui che quest'azienda ferroviaria può ricominciare per crescere e puntare allo sviluppo, sia dell'occupazione sia del volume d'affari».
«Il trasporto su ferro è un settore che ha mercato ed è in crescita, e non possiamo rischiare di non cogliere le opportunità offerte a causa di una struttura non ben organizzata», conclude la presidente, «tra sei o sette mesi nascerà la holding regionale del trasporto, nella quale la Sangritana rappresenterà una società separata che si occuperà del trasporto su rotaia».