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Data: 17/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Draghi: «Non c'è un tesoretto da spendere» Il governatore della Banca d'Italia non ha dubbi: bisogna allungare la vita lavorativa

ROMA. Visto lo stato del debito pubblico italiano non c'è un tesoretto da spendere. Lo dice chiaramente Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia in una audizione sul Dpef. Dice anche altro: che occorre innalzare l'età media di pensionamento e che bisognava essere più coraggiosi nell'abbattimento del debito pubblico. E le sue parole sono lette come un severo monito al governo.
Sulle stesse posizioni critiche anche la Corte dei Conti: «L'innalzamento dell'età pensionabile è ineludibile», dice il presidente Tullio Lazzaro.
Per il centrodestra si tratta della sconfessione del Dpef e della politica economica del governo Prodi e che sarebbe meglio l'esercizio provvisorio. Per Rifondazione Comunista Draghi esprime una «posizione ideologica», mentre Walter Veltroni, sindaco di Roma e candidato segretario del Partito democratico, osserva come «Draghi abbia detto cose dure e difficili, ma vere e coraggiose. Bisogna guardare all'interesse del Paese». A seguire notizie poco rassicuranti sulla Finanziaria 2008. Sia Bankitalia che Corte dei Conti indicano in 21 miliardi l'importo della manovra comprensivo di correzione del deficit-Pil dello 0,7%, 11 miliardi e 300 milioni, di impegni già presi e di impegni che verranno.
«Nessun tesoretto». «Con il nostro debito, un disavanzo strutturale del 3%, gli oneri cui dobbiamo far fronte per le prospettive demografiche, non esiste un tesoretto da spendere». Ovvero, spiega Draghi, i soldi dell'extragettito devono essere tutti impegnati ad abbattere il debito.
Fieno in cascina. E' la politica del «fieno in cascina» in attesa dell'inverno, ovvero degli anni bui: «Gli interventi correttivi necessari a raggiungere il pareggio di bilancio - osserva il governatore di Bankitalia - sono rinviati al triennio 2009-2011: in particolare circa la metà è programmata per il 2011, ultimo anno della legislatura. La fase congiunturale favorevole avrebbe consentito di accelerare il riequilibrio dei conti». «L'esperienza dei primi anni di questo decennio - dice ancora Draghi - suggerisce di utilizzare le fasi favorevoli del ciclo per operare una decisa riduzione del disavanzo. Il rischio è di dover correggere in futuro, in condizioni cicliche più difficili, le scelte di oggi».
Ombre e luci. La Corte dei Conti critica il Dpef. «E' una fotografia con ombre e luci. Il Documento è costruito tecnicamente meglio, complessivamente c'è un miglioramento dei conti pubblici, ma ci sono molte ombre perché il debito schiaccia l'economia».
Tassi e interessi. E' Mario Draghi a spiegare quanto il debito affligga l'economia: «Per ogni aumento dell'1% dei tassi di interesse incide sul peso del debito pubblico per lo 0,2% il primo anno, per lo 0,5% il secondo e per lo 0,6% il terzo».
Coraggio sulle pensioni. Tagliare il debito pubblico, da una parte, agire con coraggio sulle pensioni, dall'altro. Draghi ha le idee chiare: «Nella situazione demografica che si prospetta nei prossimi decenni solo scelte coraggiose volte a elevare l'età media effettiva di pensionamento possono consentire di erogare pensioni di importo adeguato. Noi non siamo contro l'aumento delle pensioni minime, ma chiediamoci quante tasse fovranno pagare i giovani nei prossimi anni per sostenere il sestema pensionistico come è». «Pensare di andare in pensione a 57 anni quando oggi una persona a 64-65 anni è nel pieno vigore - dice Lazzaro, Corte dei conti - è un controsenso».
Pressione fiscale record. La pressione fiscale, osserva Draghi, ha raggiunto livelli record, passando dal 40,6 al 42,3%. Occorre, spiega il governatore di Bankitalia, «far pagare le tasse a tutti quelli che le devono pagare per poter diminuire le imposte ai contribuenti onesti».

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