Niente accordo sulla proposta di riforma del tpl proposta dal Governo. L'ultima riunione del tavolo interistituzionale, che si è svolta il 10 luglio scorso a Palazzo Chigi, si è chiusa con un rinvio a fine mese, termine ultimo entro il quale le parti interessate potrannanno presentare ulteriori proposte di modifica. Il testo proposto dal Governo non è piaciuto ai sindacati, che hanno espresso un giudizio critico sia per l'intero impianto, ritenuto "eccessivamente spinto sui meccanismi della liberalizzazione", sia per le singole soluzioni individuate che "non sembrano avviare una vera riforma del settore che coinvolga e trasformi il sistema delle imprese, favorendo lo sviluppo di un nuovo assetto industriale del settore", sia infine sulle tutele del lavoro e la ?clausola sociale'. "Sul versante delle risorse - si legge in una nota unitaria dei confederali - la posizione di Stato e Regioni potrebbe, se congiuntamente realizzata, dare un consistente gettito al settore, anche se rimane ancora senza risposta il problema della copertura dei rinnovi contrattuali". Il sindacato ha precisato, inoltre, la propria posizione critica che è orientata a favore del corretto reperimento di risorse adeguate, ma è anche a favore di una riforma che sia vincolata al presupposto dello sviluppo del settore e della piena garanzia dell'occupazione e dei diritti normativi ed economici dell'intera categoria. Diversa la posizione dell'Asstra, soddisfatta di trovare nel testo proposto una eco del piano di interventi per il trasporto pubblico locale tracciato dal governo nel Dpef. "Speravamo - dichiara il presidente Marcello Panettoni - che con la condivisione generale il tavolo potesse licenziare il documento da noi nella sostanza assolutamente condiviso. Così non è stato, ma siamo fiduciosi che se prevarrà in tutti il buon senso, la nuova elaborazione, sempre che sia mantenuta l'originaria impostazione, sia ampiamente condivisa, perché è indispensabile che in tempi brevissimi il processo di riforma si traduca in un provvedimento legislativo che sciolga i nodi che bloccano il tpl e quindi la mobilità dei cittadini".