Nei servizi pubblici locali il controllo dello stato è totalitario: il 60% delle società è per il 100% in mano agli enti locali. E' quanto emerge da uno studio congiunto della Fondazione IRI e della Fondazione Eni Enrico Mattei , dal titolo "Le Partecipazioni dei Governi Locali in Italia". La ricerca, presentata nei giorni scorsi in occasione del terzo workshop del 'Barometro delle privatizzazioni', presenta i primi risultati delle ricerche sull'incidenza delle società a controllo pubblico locale nell'economia italiana e sulla loro performance operativa e finanziaria, invitando ricercatori ed esperti, responsabili politici e il mondo degli operatori a discutere le prospettive delle partecipazioni degli enti pubblici locali e le frontiere dei processi di liberalizzazione, regolazione e privatizzazione. Nel dettaglio, secondo i relatori, l'influenza pubblica viene esercitata in forme estreme, con diritti di controllo medi vicini al 90 per cento, a fronte del 20 per cento dei privati. Inoltre, disaggregando i dati per il livello di governo, si conferma in termini di diritti di voto il ruolo dominante dei comuni (con valori medi pari a circa il 70 per cento), mentre lo stato centrale, le regioni e le province presentano valori decisamente inferiori. La scomposizione settoriale conferma poi che diritti di controllo particolarmente elevati si concentrano nei settori del trasporto pubblico locale e nelle utility, con l'eccezione del settore stradale e dei porti e aeroporti. Secondo lo studio, dalpunto di vista della distribuzione settoriale, le società interamente pubbliche sono concentrate proprio nei settori del trasporto locale (oltre l'84 per cento delle società classificate nel settore), in quello della gestione delle acque e dei rifiuti e nella categoria delle multiutility (il 72 per cento). Per converso, questa forma societaria si riscontra con minore frequenza nelle infrastrutture di trasporto (in particolare in autostrade, porti e aeroporti) nel settore manifatturiero, e nei servizi. Inoltre, dall'analisi della performance finanziaria e operativa risulta che le imprese del trasporto pubblico locale presentano perdite piuttosto sistematiche, pur considerando i consistenti trasferimenti che vengono effettuati e che sono contabilizzati nei ricavi. Infine anche le società in house che operano sempre nel trasporto pubblico locale e che gestiscono altre infrastrutture di trasporto, presentano un più elevato livello di indebitamento rispetto alle società miste, che combinato alla scarsa performance, configura una seria fragilità di queste imprese sia sul piano operativo che finanziario.