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Data: 18/07/2007
Testata giornalistica: Il Centro
E la sinistra boccia il pacchetto Di Pietro. Opere pubbliche. Parere negativo in commissione

ROMA. «Così non va». La sinistra radicale boccia le prossime opere pubbliche che il governo aveva in progetto di realizzare. In termini burocratici si parla di "Allegato 1 al Dpef", si tratta delle opere che andrebbero finanziate dal 2008 al 2011 e che il governo ha inserito nel Documento di programmazione economica e finanziaria. Così, visto il voto dei rappresentanti di cinque partiti (Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Verdi, Comunisti italiani e Socialisti democratici italoani) la Commissione Ambiente della Camera ha dato parere negativo ai lavori. In pratica si chiedono interventi per i porti, le vie d'acqua e le infrastrutture connesse, le ferrovie, la sicurezza stradale, la logistica e la intermodalità. «Invece - dicono - nell'allegato ci sono soltanto strade e autostrade». La stessa Commissione rileva che nell'allegato «non c'è una scelta selettiva delle priorità, limitandosi in realtà a prendere atto dello stato di avanzamento progettuale e finanziario delle opere».
Immediate le polemiche. «La sinistra radicale recita sempre due parti in commedia - dicono i deputati di Forza Italia e Alleanza Nazionale - e infatti prima sfiducia il governo e, nel corso di una conferenza stampa, punta il dito contro il ministro Di Pietro, bocciando i suoi progetti. Poi, pur di conservare la poltrona, vota a favore in Commissione lavori pubblici della Camera, contraddicendo la posizione prima illustrata». «La maggioranza - dicono Lupi e Stradella di Forza Italia - è allo sbando e il ministro Di Pietro è sul banco degli imputati. Nelle prossime ore assisteremo alla stessa commedia, quando la Commissione dovrà esprimersi sulla Brescia-Bergamo-Milano, sulla Pedemontana e sulla Asti-Cuneo». E sulle piccole e grandi opere da realizzare interviene anche l'Ance, l'associazione dei costruttori. All'assemblea annuale, davanti al presidente Prodi, l'Ance denuncia «ritardi ormai insostenibili, costosi per le imprese e per il Paese, risorse ridotte al lumicino, opere infrastrutturali rinviate o interrotte».

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