PESCARA. L'Aca spende ogni anno 470mila euro per gli stipendi dei suoi amministratori e ieri ha lasciato senz'acqua mezza città. Le spese dell'azienda sono state finalmente svelate. Nel bilancio 2006, reso noto dai sindacati, sono contenuti i costi che gravano sulle tasche dei cittadini.
E pensare che proprio la settimana scorsa, l'assemblea dell'Ato ha dato il via libera agli aumenti delle tariffe per l'erogazione dell'acqua. I cittadini pagheranno un milione 700mila euro in più per i consumi, a partire dal 2006 e una parte di questi soldi servirà per coprire anche le spese del cda. Spese che ieri i sindacati di Cgil, Cisl e Uil, leggendo il bilancio 2006, hanno definito «improponibili». In primis, il costo per i componenti del consiglio di amministrazione. Al presidente e ai 6 consiglieri del cda sono stati erogati 419.097 euro per gli emolumenti, al collegio dei revisori dei conti sono andati 50.545.
L'Aca spende, inoltre, 144.843 euro per le collaborazione esterne, 3.642.622 euro per la manutenzione di macchinari e impianti, 505.600 euro per il servizio di bollettazione. Le telefonate sono costate all'azienda ben 253.411 euro. Altri 11.392 euro sono andati per la pubblicità.
«Questo bilancio ci crea perplessità e preoccupazione sul futuro dell'azienda» ha affermato il segretario generale della Cgil, Paolo Castellucci «si spendono cifre da capogiro per gli amministratori, mentre per la sicurezza dei lavoratori solo 26mila euro». Secondo il sindacalista, l'Aca è un carrozzone che grava pesantemente sulle tasche dei cittadini. «L'Aca ha un organico di 195 dipendenti e ha assunto 5 dirigenti; un'azienda come la Brioni, con mille lavoratori, ne ha solo 3».
«Noi stiamo pagando i costi della politica» ha avvertito il segretario generale della Cisl, Umberto Coccia «in un'azienda che ha una gestione improntata alla finanza libera». «I cittadini si sono stufati di pagare costi così elevati per le poltrone, mentre le reti idriche perdono tra il 57 e il 60 per cento dell'acqua», ha aggiunto il segretario della Uil, Luca Piersante. «Oltre alle perdite d'acqua, c'è una morosità elevatissima a carico di chi paga» ha sottolineato il segretario regionale della Federconsumatori, Franco Leone «e poi ci sentiamo dire dal presidente dell'Ato, Giorgio D'Ambrosio, che Pescara ha le tariffe più basse dell'Abruzzo».
Intanto, ora l'Aca si trova a fronteggiare l'emergenza per la siccità. Ieri, le abitazioni, i negozi e gli uffici delle zone del centro, dei Colli e di San Silvestro sono rimasti senz'acqua per alcune ore. Pesanti i disagi, soprattutto per barbieri e parrucchieri. L'azienda sta preparando un calendario per le prossime interruzioni del servizio. Lo stop all'erogazione dell'acqua dovrebbe avvenire di notte.