ROMA. AirOne si è ritirata dalla gara per la privatizzazione di Alitalia. Lo ha annunciato ieri sera Carlo Toto spiegando che il ministero dell'Economia non ha accettato le sue richieste di cambiamenti al contratto non aprendo alcun margine di negoziato. Toto è «amareggiato» di aver abbandonato la gara per Alitalia, ma che è stato costretto. Ha inoltre raccontato di aver percepito «resistenza» al suo progetto sia da parte della maggioranza che dell'opposizione.
«Le attuali condizioni della versione definitiva del contratto di vendita ricevuto nei giorni scorsi dalla Procedura non consentono la realizzazione di un piano forte di risanamento e rilancio di Alitalia»: così si legge nel comunicato con cui AirOne ufficializza la sua rinuncia «allo stato attuale» alla privatizzazione di Alitalia.
«AP Holding, dopo un'attenta analisi del contratto di vendita e con grande disappunto, rende noto che allo stato attuale non presenterà il prossimo 23 luglio l'offerta vincolante per la privatizzazione di Alitalia». Inizia così, sottolineando il «disappunto» per l'abbandono, il comunicato della società di Carlo Toto, nel quale sottolinea comunque che «pur trovandosi attualmente nell'impossibilità di procedere a concorrere alla privatizzazione di Alitalia, AP Holding ribadisce la propria disponibilità ad impegnarsi per il rilancio della Compagnia ripercorrendo i momenti principali della trattativa condotta da AirOne con il Tesoro per condurre in porto la gara per la compagnia di bandiera». Essenziale, però, la predisposizione di «condizioni di acquisto diverse, che rendano possibile una crescita sostenibile e competitiva di Alitalia».
Il comunicato ripercorre quindi i momenti principali delle trattative fra AirOne e il Tesoro, ricordando dapprima i punti principali del piano strategico predisposto per Alitalia, che avrebbe consentito il «recupero della leadership del mercato» ed il «ritorno alla profittabilità della compagnia, in linea con i grandi vettori europei», attraverso una «nazionalizzazione e potenziamento del network» ed un rinnovamento della flotta, soprattutto di quella a medio raggio.
Passaggi specifici sono dedicati anche alle relazioni sindacali, con le quali nelle scorse settimane «è iniziato un confronto per concordare le linee guida di un processo di efficientamento», al nuovo management, con l'avvenuta individuazione di un amministratore delegato «di livello internazionale che avrebbe guidato il progetto», ed al finanziamento dell'operazione, tramite il piano predisposto da Intesa Sanpaolo che «prevedeva un'ulteriore capitalizzazione di Ap Holding». Ma, conclude la nota, «le condizioni presenti nella versione definitiva del contratto non consentono, a parere di AP Holding, lo sviluppo di un progetto imprenditoriale forte di risanamento e rilancio della Compagnia. AP Holding ha pertanto notificato questa sera alla Procedura l'impossibilità di poter formulare allo stato attuale un'offerta vincolante».