Il vertice in Regione con D'Alfonso, Cordoma e le associazioni
PESCARA. Dopo anni di polemiche, di battaglie fatte di proteste e banchetti per la raccolta di firme a tutela della strada parco, proprio mentre la Balfour Beatty Italia si prepara a consegnare il disegno esecutivo, la storia della filovia arriva a una svolta: il progetto potrebbe essere modificato tenendo conto delle osservazioni dei cittadini, a partire dall'idea di utilizzare piccoli bus elettrici o a metano al posto di veicoli di 18 metri, eliminando la rete elettrificata. La Regione Abruzzo e la Gtm chiederanno al ministero dei Trasporti di verificare la possibilità di introdurre cambiamenti nel progetto iniziale.
La stessa proposta sarà avanzata ora alla ditta appaltatrice, ma non si può escludere il rischio che eventuali variazioni scatenino ricorsi da parte delle imprese che avevano partecipato alla gara assieme alla Balfour Beatty Italia.
La decisione di tentare la via del Ministero è stata presa ieri durante il vertice convocato dal presidente Ottaviano Del Turco nella sala giunta della Regione Abruzzo, ai piani alti in viale Bovio, a cui hanno preso parte i sindaci di Pescara Luciano D'Alfonso e di Montesilvano Lillo Cordoma, l'assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble, il presidente della Gtm Donato Renzetti e il presidente dell'associazione Strada parco Mario Sorgentone. Per la prima volta tutte le parti attorno allo stesso tavolo.
«La gara partiva da una legge che impone una serie di rigidità: cercheremo di capire se il Ministero e l'impresa ritengono che queste non impediscano soluzioni alternative» ha spiegato Del Turco, «ma il fatto nuovo è che prima avevamo posizioni molto diverse e distanti sia tra le amministrazioni che tra queste e i cittadini, oggi mi pare che queste posizioni si stiano avvicinando. È un percorso difficile, ma alternative non ce ne sono». Nonostante l'impegno a esercitare la sua moral suasion sulle parti per tentare una riconciliazione, il governatore ha confermato però la sua contrarietà alla filovia: «Non ho cambiato idea. Il progetto non mi piace: sono contro la sedia elettrica, ma anche contro la "pineta elettrica", contro la morte di un pezzo di città. Le mie perplessità sono relative all'impatto ambientale. Penso inoltre che per sapere cosa è giusto fare di cinque chilometri bisogna sapere cosa fare di venti: le cose che si fanno sui primi cinque devono essere coerenti con quello che si fa nei restanti, qui è mancata l'idea complessiva».
«I finanziamenti sono vincolati» ha sottolineato l'assessore Ginoble, ricordato che il governo regionale ha ereditato da altri il progetto. «Bisogna capire se la legge 211 permette modifiche in corso d'opera: abbiamo un appalto in itinere, bisogna rispettarne le norme. Adesso la Gtm dovrà iniziare un dialogo con la Balfour Beatty». I tempi, ha chiarito Renzetti, saranno rapidi: «Siamo nella fase del progetto esecutivo, che dovrebbe essere pronto a metà settembre». Entro l'anno è previsto l'avvio dei lavori, che dovranno essere conclusi in 24 mesi. Soddisfazione è stata espressa dai sindaci: «Il fatto nuovo» ha detto D'Alfonso, «è che i comitati dei cittadini non si oppongono all'opera purché sia compatibile con l'ambiente». «Le posizioni si sono molto avvicinate» ha confermato Cordoma.
«Un filobus di 18 metri con pali, archi e fili elettrici è devastante per l'ambiente» ha ribadito Sorgentone, «quindi siamo disponibili a un compromesso per salvare il salvabile: comprare autobus elettrici o a metano di medie dimensioni, in modo che possa circolare sulla strada parco senza fili, semafori agli incroci, e senza modificare l'assetto viario perché il ministero ha imposto la realizzazione di piattaforme a ogni fermata e barriere agli attraversamenti. In questo modo, inoltre, si realizzerebbero economie per 15-16 milioni di euro».