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Data: 22/07/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
La sinistra cerca la rivincita sul pacchetto welfare e giovani

ROMA - «I margini per aggiustare e correggere ci sono. D'altra parte non c'è stato un voto in consiglio dei ministri e anche la Cgil ha solo "preso atto", proprio perchè manca ancora una parte importante dell'intesa. Mi riferisco al pacchetto "welfare e giovani" che lunedì presenterà il ministro Damiano». Maurizio Zipponi, parlamentare di Rifondazione e responsabile Lavoro del partito, lo scorso venerdì notte ha fatto l'alba seguendo a distanza la faticosa trattativa sulla riforma delle pensioni che si è svolta a palazzo Chigi. Il mix di scalini e quote, compreso l'effetto di aver portato a 62 anni l'età pensionabile finale, continua a non piacere a Rifondazione che attende le proposte che il ministro Damiano farà domani in tema di welfare e mercato del lavoro per rimettersi sulle barricate.
L'idea di inserire «più di un correttivo, prima che il testo venga trasformato in un decreto legge», non è però solo del partito di Giordano e Migliore, che annunciano un referendum tra i propri iscritti per decidere se restare o meno al governo. Sul piede di guerra c'è anche il Pdci. Diliberto attacca senza mezzi termini i riformisti, la Bonino per «la farsa delle dimissioni» e i poteri forti di Bankitalia e Bruxelles, promettendo «correttivi prima che finisca tutto in Finanziaria». La battaglia è destinata quindi a proseguire. Anche perchè l'idea del governo di blindare a settembre-ottobre l'intesa trasformandola in un decreto da convertire con la legge Finanziaria, obbliga palazzo Chigi a disinnescare ogni mina prima che il provvedimento giunga in aula.
Il percorso non sembra quindi concluso. Confindustria protesta per non essere stata coinvolta nell'intesa. Lunedì a palazzo Chigi si svolgerà il tradizionale incontro del "tavolone", con tutte le parti sociali schierate, per la firma al protocollo d'accordo nel quale però gli industriali si attendono interventi sulla decontribuzione degli straordinari e la contrattazione di secondo livello. Lo scontro rischia però di accendersi sulla revisione della legge Treu che riguarda i contratti a termine, che la sinistra massimalista vuole «profonda e radicale».
Rifondazione considera il pacchetto-Damiano la partita di ritorno, visto che il match di venerdì notte non è andato proprio come voleva. Nel partito di Giordano si escludono ritorsioni in aula a breve scadenza. Il dibattito di martedì sulle linee di politica estera del governo che verrà avviato dal discorso del ministro D'Alema, non dovrebbe subire scossoni. «Siamo tranquilli come si può essere per un voto al Senato». La prudenza del sottosegretario Giampaolo D'Andrea in vista della votazione finale, non è campata per aria, visto che Fernando Rossi, senatore ex Pdci, annuncia battaglia: «Io la mozione del governo non la voto dopo quello che hanno fatto sulle pensioni». Malgrado le aperture ad Hamas, Rossi e Turigliatto potrebbero far scontare a D'Alema l'accordo sullo scalone non partecipando al voto, creando nuove fibrillazioni nella maggioranza, che il centrista Baccini (Udc) intende sfruttare «facendo leva sulle contraddizioni che la sinistra ha sia sui temi sociali che in politica estera».
Comunque sia prima della pausa estiva anche i provvedimenti del ministro del Lavoro dovrebbero essere licenziati dal consiglio dei ministri e comporre il pacchetto sui quali si dovranno esprimere i lavoratori. Sempre lunedì si terrà il direttivo della Cgil che dovrà pronunciarsi sull'intesa. Il fronte del "no" rappresentato da Cremaschi, Rinaldini e Nicolosi, chiede un referendum con «voto certificato» sull'intero accordo. Niente assemblee e voto per alzata di mano, quindi, ma la scelta definitiva sulle modalità della consultazioni verrà fatta martedì nell'incontro tra Epifani, Bonanni e Angeletti.

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