Caro direttore, si dice da più parti che il trasporto pubblico di persone deve essere potenziato per contribuire alla riduzione dei gas serra. Chi scrive sente ripetere queste tristi giaculatorie da più di un decennio, salvo poi verificare che chi le pronuncia non fa nulla per ottenere risultati concreti in tal senso. Nel nostro Abruzzo, nella nostra città, questo lo si può constatare. Infatti, basta farsi un giretto nel cosiddetto terminal bus di Pescara, oppure nelle fermate degli autobus per rendersi conto di quanto questo servizio stia a cuore a noi tutti.
Il terminal bus della nostra città altro non è che un spazio urbano desolato in cui sostano gli autobus e che tanti sfortunati cittadini sono costretti a frequentare, sfidando gli agenti atmosferici, sia di inverno che d'estate. Uno spazio sporco, mal tenuto, senza servizi essenziali, insicuro, perché vi transitano auto, moto e biciclette senza alcun controllo da parte della pubblica autorità, poco raccomandabile soprattutto di notte se non si vogliono fare incontri sgraditi.
Ora, al di là della sterile polemica, una domanda è d'obbligo: occorrerà attendere la realizzazione dell'opera del secolo, cioé la sistemazione dell'area di risulta di Pescara, per ridare dignità al trasporto pubblico, ai suoi operatori ed ai tanti cittadini che ogni giorno utilizzano il mezzo pubblico per lavoro o per studio? E se questa opera richiederà anni di lavoro, si dovrà convivere passivamente con questo stato di cose senza che qualcuno esprima il benché minimo disappunto? Se così è, spero che per le prossime elezioni comunali per il rispetto che si deve ai cittadini a nessun politico venga in mente di parlare di trasporto pubblico.
Cordiali saluti.
Aristide Ricci Pescara
(*) già Segretario Generale della Filt Cgil Abruzzo