Indagine della Sangritana sulla passata gestione Fascicolo sulla parentopoli, al setaccio 130 nomi
LANCIANO. Non solo la presunta "raccomandopoli" o "parentopoli". Ora spuntano le assunzioni di autisti di pullman senza patente. Un "caso nel caso" sul quale il Cda Sangritana - la societą regionale di trasporto pubblico, che ha nella Regione l'azionista di maggioranza - ha avviato un'indagine interna. Parte del personale assunto nella primavera dell'anno scorso aveva la qualifica di autista di pullman. La patente, qualcuno, l'avrebbe presa solo successivamente. Qualcun altro, invece, sarebbe stato destinato ad altre mansioni all'interno dell'azienda.
L'indagine voluta dalla presidente Loredana Di Lorenzo (Margherita) mira a tracciare una netta linea di demarcazione con le gestioni passate e, quindi, fare chiarezza su presunte irregolaritą, sulle quali sta indagando anche la Procura con il Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Pescara.
Prima del cambio al vertice Sangritana, c'č stata l'infornata di 130 persone, assunte senza alcun bando pubblico per andare a rinforzare la pianta organica (posti di lavoro che da mesi fanno discutere). Fra queste, come emerso nel corso dell'ultima riunione del consiglio d'amministrazione, anche gli autisti senza patente per guidare mezzi pubblici.
Le verifiche del Cda. «Alcuni la patente l'hanno presa solamente in un secondo momento», svela un componente del Cda, «quanti sono stati i posti di lavoro assegnati? Non abbiamo un numero preciso, stiamo verificando anche questo. Qui, prima del cambio del Cda, sono avvenute cose poco trasparenti. Dalla politica di questa azienda va tenuto fuori il clientelismo».
Attualmente sono 128 le unitą che formano il Personale viaggiante autobus, su un totale di 390 dipendenti. Sul caso assunzioni e sul dossier della Finanza, la presidente Di Lorenzo ha consegnato un fascicolo alla Procura di Lanciano, chiedendo di fare chiarezza.
Nel rapporto emergerebbero anche nomi e presunti legami di parentela fra ex dirigenti e assunti.
Rebus indagati. Di recente, in cittą si era sparsa voce anche dell'invio di avvisi di garanzia da parte della magistratura frentana nei confronti di dirigenti che hanno gestito la societą dal 2002 al 2006. L'ex presidente Marino Ferretti (An), raggiunto telefonicamente, ha smentito le insistenti insinuazioni: «Nessun avviso di garanzia». E nessun commento sul resto, comprese le accuse rivolte dalla Di Lorenzo. «Sono in vacanza», ha aggiunto, «forse ne riparleremo al mio ritorno».
Tante le accuse mosse dall'attuale dirigenza, costretta a fronteggiare un deficit di 2 milioni di euro (a inizio mese il bilancio ha ricevuto il semaforo verde dalla Regione). E tanti gli interrogativi sollevati dalla Finanza: operazioni economicamente svantaggiose, come l'acquisizione dell'azienda Staff o l'acquisto di bus pagati "tanto" e rivenduti "a poco".
Gli straordinari. L'ultima puntata - e anche qui la Di Lorenzo ha ribadito di volere tagliare i ponti col passato, all'insegna della trasparenza - riguarda un presunto abuso negli straordinari da parte dei dipendenti.
Da una relazione sulla situazione aziendale, al 31 luglio 2006, elaborata dai consulenti esterni Massimo Basilavecchia, Piero Carducci e Luciano D'Amico si evidenzia «con riferimento al periodo gennaio-settembre 2005 e gennaio-settembre 2006» come «l'andamento del costo per straordinario non sia unicamente correlato all'incremento del personale. Le cause che producono il massiccio ricorso allo straordinario, con ogni probabilitą, sono da ricercarsi pił in una mancata ottimizzazione e sincronizzazione dei turni, che non in carenze di personale».