Torino conquista la maglia nera per numero di superamenti di Pm10. Nei primi tre mesi del 2007 la città ha superato per ben 75 volte i limiti consentiti dalla legge, ossia 50 microgrammi/ m3 per un massimo di 35 giorni l'anno. E' quanto rende noto Euromobility, l'associazione nazionale dei mobility manager, che da tempo effettua un costante monitoraggio sul superamento del Pm10 nelle città italiane. La mappa disegna un Italia sofferente, da nord a sud. I dati sono parziali, ma lo studio evidenzia situazioni preoccupanti un pò dappertutto. Salgono sul podio, insieme a Torino, Verona e Padova che si aggiudicano il secondo e terzo posto con, rispettivamente, 71 e 66 giorni di sforamento; seguono Cagliari (59 giorni), Venezia (58) e Milano (57). Ma la lista nera non finisce qui. Tra le prime 10 città italiane maggiormente inquinate ci sono anche Modena con 57 giorni; Bologna 56; Brescia, 51; e Parma con 38 giorni. Nella battaglia per la riduzione di inquinanti come le polveri sottili, le famigerate Pm 10, "oltre ovviamente alle azioni messe in campo dagli amministratori, contano anche le condizioni meteo", che quindi fanno la differenza fra governare una città della Pianura padana oppure una città come Palermo. Così Lorenzo Bertuccio, direttore scientifico di Euromobility, commenta la classifica dei superamenti delle Pm10 in 24 città italiane sopra i 150.000 abitanti, che spiega: "é come se si fumasse con la finestra chiusa o aperta". Ma quali sono le azioni degli amministratori dei principali centri urbani che hanno dato risultati per ridurre gli inquinanti? "Sono quelle di programmazione e di pianificazione - spiega Bertuccio - come ad esempio far camminare le biciclette sulle corsie preferenziali, mentre gli strumenti di emergenza non funzionano, perché la questione delle Pm10 è un problema strutturale. Basti pensare che per effettuare il 30% degli spostamenti in città entro i 3 km in Italia si utilizza l'automobile. Il che significa che dell'auto si fa un uso distorto. Abuso delle vetture per piccoli spostamenti, che andrebbero fatti a piedi o in bicicletta, e scarsi investimenti dedicati al trasporto pubblico. Sono questi, secondo Euromobility, i nodi da affrontare per invertire un trend in negativo. "Confrontando le nostre città con casi di eccellenza in Europa come Londra - afferma Bertuccio - l'efficienza dei mezzi pubblici è presto detta: la probabilità di trovare un mezzo in tempi ragionevoli é 50 volte superiore nella capitale inglese rispetto ad una delle nostre principali città". Per lasciare a casa il mezzo privato bisogna contare su un trasporto collettivo ancora insufficiente: "da noi sono rare le ferrovie metropolitane e la metro non è diffusa".