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Pescara, 09/05/2026
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Data: 26/07/2007
Testata giornalistica: Trambus
Mercato degli autobus in contrazione. I costruttori lanciano l'allarme: «Nel 2007 le vendite sono calate del 60 per cento»

I primi sei mesi del 2007 segnano una contrazione del mercato dell'autobus almeno del 26%. Situazione critica per i mezzi destinati al servizio urbano, dove nel primo semestre dell'anno le vendite sono calate del 60,7%. E' l'allarme lanciato dai costruttori nazionali, riuniti nell'Anfia, l'associazione nazionale fra industrie automobilistiche. Dall'esame dei dati di mercato del primo semestre - si legge in una nota dell'Associazione - emerge una preoccupante contrazione generale del comparto, nell'ordine del 26%. Approfondendo l'analisi si scopre una situazione ancora più complessa: se minibus e derivati scontano un - 19,4% e interurbani Turistici un - 15,2%, il dato davvero critico è rappresentato dal crollo dei mezzi "finanziati" (- 32,3%), grave in particolare per i mezzi destinati al servizio urbano (- 60,7%), a fronte di un lieve incremento di quelli interurbani di linea (+ 6,2%). Questi autobus, che reggono il 70-80% del servizio di trasporto pubblico locale, rappresentano oltre il 50% dell'intero mercato. Inoltre, i dati sulle gare e le aggiudicazioni di questi veicoli nel primo semestre 2007 sono quasi a un minimo storico (699 contro le 2503 del 2006). Secondo l'Anfia la criticità della situazione richiede, da un lato, immediati interventi di politica industriale - e di domanda pubblica - a sostegno di questo segmento e, dall'altro, il rinnovo del parco circolante con veicoli innovativi e di nuova concezione. Senza opportuni interventi mirati, infatti, rischiano di essere azzerati i risultati conseguiti negli ultimi anni in termini di maggiore sicurezza e confort per l'utenza, nonché di minori consumi energetici e costi di manutenzione più contenuti per i gestori. Altro elemento da tenere in considerazione è l'aspetto ambientale, non certo favorito dalla politica di rinnovo del parco bus italiano, uno dei più obsoleti d'Europa. A fronte del progressivo esaurimento delle risorse stanziate con le leggi autorizzative precedenti - che garantivano una programmazione della produzione - i nuovi interventi previsti dalla Finanziaria 2007 contribuiscono ad accrescere incertezza sul futuro.

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