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Pescara, 09/05/2026
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Data: 25/07/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fiume inquinato dai veleni degli autobus. Acque reflue scaricate nel Pescara: la Procura indaga i vertici di Arpa e Gtm

L'inchiesta. Avviso di garanzia per Basilavecchia e Renzetti, presidenti delle due aziende. Coinvolti dirigenti e tecnici

Dopo le salatissime multe, per alcune centinaia di migliaia di euro, notificate pochi giorni fa ai massimi responsabili dell'Ato e dell'Aca e non solo, ecco che la procura della Repubblica di Pescara invia informazioni di garanzia a sette personaggi di primo piano di due delle più importanti società della regione Abruzzo come la Gestione Trasporti Metropolitani e l'Arpa. Al centro dell'inchiesta, di cui si sta occupando il sostituto procuratore Aldo Aceto e condotta dagli uomini del comandante del Corpo Forestale dello Stato, Guido Conti, l'inquinamento del fiume Pescara.
Gli avvisi di garanzia riguardano l'attuale presidente del consiglio di amministrazione della Gtm, Donato Renzetti (che come ex sindaco di Spoltore era già stato destinatario di una delle multe notificate la scorsa settimana dalla forestale per gli scarichi non collettati che finivano sempre nel Pescara), il direttore generale della stessa società, Emanuele Panunzio, e i due responsabili tecnici della stessa azienda, Domenico Brandolini e Vincenzo Narcisi.
Per tutti la stessa accusa di inquinamento per aver aperto o comunque effettuato, senza autorizzazione, nuovi scarichi di acque reflue industriali (reflui provenienti dal piazzale di sosta degli automezzi della società) nel fiume Pescara, contenenti sostanze pericolose che rientrano nelle tabelle allegate al decreto legislativo che disciplina la materia (si parla di idrocarburi totali, Cod e tensioattivi). Scarichi che, secondo le analisi effettuate dalla Forestale e dall'Arta, superavano i valori limite stabiliti dalle norme.
Identica la situazione che ha coinvolto i responsabili dell'Arpa: il presidente del cda, Nicola Basilavecchia, e il suo direttore generale Carlo Di Giambattista.
In questa caso, nelle contestazioni inviate ai presunti responsabili dalla procura di Pescara, si parla di scarichi di acque reflue provenienti dal depuratore dell'autolavaggio dell'Arpa (dove vengono lavati tutti i mezzi della società) che andavano a finire nella pubblica fognatura, con limiti che superano i valori medi consentiti per quanto riguarda in particolare gli idrocarburi totali.
Multe e avvisi di garanzia costituiscono il risultato di un lungo e certosino lavoro che la Forestale sta compiendo con grosso impegno e dispendio di energie da circa due anni e che ha portato, a monte del fiume Pescara a scoprire la più grande discarica abusiva di rifiuti pericolosi a Bussi (sulla quale lo stesso Pm Aceto sta lavorando) e a valle (e cioè dal ponte Capacchietti risalendo il fiume per sei, sette chilometri) alla individuazione di una serie di scarichi abusivi. Ed è stato proprio ripercorrendo al contrario questi scarichi che la Forestale è riuscita ad individuare le aziende e le società che scaricavano abusivamente. Cioè senza depurare o senza collettare gli scarichi al depuratore.
Una situazione che certamente non contribuisce a risolvere l'annoso problema dell'inquinamento del fiume Pescara e che anzi rende ancora più difficile il raggiungimento di questo obiettivo che dovrebbe essere prioritario.





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