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Pescara, 09/05/2026
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27/07/2007
Il Centro
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Aree di risulta, il Tar congela l'appalto di Toto. I giudici rinviano nel merito i ricorsi del Polo, ma bloccano la firma del contratto |
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L'udienza il 25 ottobre. Il presidente del tribunale: «La decisione ha rilevanza politica» PESCARA. Il maxi appalto per le aree di risulta è stato congelato per tre mesi. Lo ha deciso ieri il Tar di Pescara, che ha rinviato all'udienza di merito, fissata per il prossimo 25 ottobre, l'esame dei ricorsi presentati dal centrodestra e dall'associazione Codici, per richiedere l'annullamento delle procedure di affidamento dell'intervento da 55 milioni di euro al gruppo Toto. La sospensiva non è stata accolta. «Si tratta di una questione che, più che rilevante per aspetti giuridici, lo è per motivi politici» ha dichiarato il presidente del Tar di Pescara, Antonio Catoni, al termine dell'udienza «noi abbiamo invitato le parti a lasciare tutto fermo come sta, senza adottare alcun provvedimento e abbiamo deciso di mandarla al merito». CONTRATTO CONGELATO. «Il 25 ottobre» ha aggiunto Catoni «il ricorso sarà esaminato completamente. In pratica, oggi non abbiamo deciso nulla». Ma il presidente ha poi sottolineato che il Comune si è impegnato a non stipulare il contratto con il gruppo Toto, vincitore dell'appalto per la riqualificazione delle aree di risulta. Ieri l'udienza in Camera di consiglio è durata 13 minuti. APPALTO NEL MIRINO. Sono due i ricorsi su cui si dovrà pronunciare nel merito il Tar. Il primo, presentato dal senatore di Forza Italia, Andrea Pastore e dal capogruppo dell'Udc in consiglio comunale, Carlo Masci, rappresetati in giudizio dagli avvocati Alfredo Biondi e Fabrizio Rulli; il secondo, dall'associazione dei consumatori Codici, rappresentata dai legali Fabrizio Rulli e Mauro Talamonti. Entrambi gli atti contestano la regolarità delle procedure di gara adottate dal Comune. Il presidente del Tar ha fatto presente che la questione più dibattuta riguarda la competenza sull'atto impugnato, cioè se sia del consiglio o della giunta. IL COMUNE SI DIFENDE. L'amministrazione comunale ha scelto un pool di avvocati di alto livello per difendersi davanti al Tar: il professore, Vincenzo Cerulli Irelli, i legali Carlo Montanino e Paola Di Marco. Quest'ultima è anche dirigente dell'avvocatura del Comune. «L'amministrazione» spiega una nota della giunta «è consapevole della palese inammissibilità e pretestuosità dei ricorsi, privi di ogni supporto giuridico ed esclusivamente motivati da fattori di lotta politica». SODDISFATTO PASTORE. Il senatore di Forza Italia ha detto di apprendere con favore il rinvio all'udienza di merito. «E' chiaro, infatti» ha affermato Pastore «che la questione presenta degli aspetti controversi e certamente ambigui, tali da indurre il tribunale amministrativo regionale a un serio approfondimento». La stessa dichiarazione rilasciata dal presidente del Tar, secondo il parlamentare «sta a dimostrare che le ragioni addotte dai ricorrenti sono fondate e di grande valenza politica e giuridica, tanto da indurre il collegio giudicante a imporre al Comune e all'impresa Toto di non procedere ad alcun atto, prima della discussione di merito». «LA QUESTIONE E' SERIA». Il deputato dell'Italia dei valori, Carlo Costantini, ha preso le distanze dalla posizione della giunta sulla decisione del Tar. A detta del parlamentare, il tribunale avrebbe posto in evidenza che «la questione è seria, perché è politica, evidentemente riferendosi alla politica con la p maiuscola». «Può» si è chiesto Costantini «una decisione importantissima, come la gestione trentennale dei parcheggi e degli accessi alla città, che la legge affida alla competenza dell'organo democraticamente eletto dai cittadini, il consiglio, essere presa in solitudine da un dirigente del Comune, con il solo avallo del sindaco e della giunta?».
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