PESCARA. «Esiste ancora la stazione ferroviaria di Pescara?», questa la domanda provocatoria che il consigliere comunale dell'Udeur Ermanno Ricci ha rivolto ai senatori e deputati eletti in Abruzzo e ai dirigenti della Rete ferroviaria italiana. «Nei mesi scorsi», scrive Ricci, «sono stato costretto a intervenire per il deprimente abbandono in cui versava una delle più belle stazioni d'Italia. Infatti le scale mobili erano fuori uso da mesi senza che nessuno si sia minimamente preoccupato di farle riattivare soltanto dopo il mio intervento qualcuno si è preoccupato per risolvere gli inconvenienti tecnici. Sono tante le cose che non vanno negli impianti ferroviari di Pescara centrale e Pescara Portanuova. È fondamentale, una volta per sempre, che Pescara, ormai tramontata l'ipotesi di poter assurgere a sede compartimentale, sia quantomeno messa nelle condizioni di poter avere in sede regionale i benefici che sono stati concessi alla declassata Ancona. Non è più sopportabile che per la manutenzione le stazioni ferroviarie debbano dipendere dal capoluogo marchigiano».
Ricci solleva anche un altro problema. «Che la nostra città e la nostra regione siano puntualmente penalizzate lo si evince anche dalla cancellazione della tratta Pescara-Monaco e viceversa che, sul piano delle partenze, era già stata prevista da Pescara alle 19,35 del 13 maggio 2006 e sino al 30 settembre. Mi risulta che da Monaco molti turisti avevano acquistato il biglietto per Pescara al costo di 129 euro, ma con somma meraviglia sono stati costretti a scendere ad Ancona. Perché il collegamento con l'importante città tedesca è stato cancellato da Pescara a beneficio di Ancona? La giustificazione? Sembra che lo scalo merci di Portanuova non sia abilitato allo scarico delle vetture al seguito dei viaggiatori. Chi avrebbe dovuto provvedere a realizzare la struttura se non gli organi tecnici delle Ferrovie? Il nostro impianto ferroviario è uno spezzatino diviso tra Roma, Napoli e Ancona. Per salvaguardare la dignità degli abruzzesi mi auguro vi sia l'impegno di tutti per attribuire all'impianto pescarese il prestigio che merita».