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Pescara, 22/09/2020
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Data: 08/04/2016
Testata giornalistica: Il Messaggero
Vertenza aeroporto - Dal governo garanzie a Ryanair. Il ministro Delrio promette tempi certi per la riduzione delle tasse addizionali aeroportuali introdotte a gennaio. Si è aperto uno spiraglio sulla possibilità che la più grande compagnia low cost europea non abbandoni lo scalo pescarese.

PESCARA Alla fine il cappello sulla vicenda Ryanair vuole mettercelo proprio Palazzo Chigi, da dove è cominciato tutto per via dell'aumento delle tasse aeroportuali (+2,50 euro a ticket) mal digerito dalla compagnia low cost irlandese. Così, al termine dell'atteso vertice al Dicastero dei Trasporti, è proprio il ministro Graziano Delrio a diramare una nota ufficiale in cui si afferma che agli interlocutori di Dublino sono state offerte «garanzie sufficienti» da parte del governo sui tre punti considerati determinanti per la permanenza di Ryanair in Italia: la revisione delle linee guida nazionali sul trasporto aereo, emanazione di quelle europee ma che il vettore legge come più restrittive. Tempi certi per la riduzione delle tasse addizionali aeroportuali che erano state introdotte lo scorso gennaio. L'impegno a considerare strategici gli aeroporti minori che puntano ad ottenere pari opportunità rispetto agli scali nazionali maggiori. Di nero su bianco non c'è ancora nulla, ma le rassicurazioni fornite ieri dal governo hanno aperto uno spiraglio sulla possibilità che la più grande compagnia low cost d'Europa receda dalla sua decisione di smantellare la sua flotta dagli scali di Pescara e Alghero (i primi contratti in scadenza) e a cascata in tutti gli altri aeroporti minori, dal Friuli alla Puglia, dove il freno dell'Europa sugli aiuti di Stato ha creato un corto circuito tra la compagnia di volo e le Regioni: a Bari c'è addirittura una inchiesta aperta dalla procura a complicare le cose per due bandi emanati dall'aeroporto che avrebbero favorito il vettore privato.
Da parte sua la società irlandese, rappresentata dai massimi vertici nell'incontro con Delrio: Micheal O'Leary e David O'Brien, ha chiesto tempi rapidi per la soluzione delle questioni sul tavolo del governo. La tassa addizionale aeroportuale, destinata nelle intenzioni di Palazzo Chigi a compensare gli esuberi di Alitalia, dovrebbe sparire entro il mese di giugno e non si tratta certo di un dettaglio visto che solo per il traffico aereo di Pescara vale circa 2,5 milioni di euro nel bilancio di Ryanair. Salvi dunque, per il momento, i voli dall'Abruzzo per Londra, Francoforte, Bergamo, Barcellona, Dusseldorf, Parigi, Charleroi, un traffico complessivo di circa 600mila passeggeri per lo scalo di Pescara sui 640mila complessivi. Numeri che valgono anche per altri aeroporti vicini, come quelli di Ancona e Bari, dove in assenza del vettore irlandese l'alternativa oggi è la chiusura. La stessa Ue si sarebbe ormai convinta ad allentare la morsa sugli scali regionali con un traffico inferiore ai 700mila passeggeri l'anno, valutando come sostegno all'economia locale, e non al vettore privato, i contributi economici a carico delle Regioni e degli altri enti pubblici. Anche su questo Ryanair ha però chiesto garanzie precise al governo visto che le linee guida sul trasporto aereo sono emanazione di quelle europee. Un vertice che ha soddisfatto il governatore Luciano D'Alfonso, presente al tavolo romano assieme al presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru e al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
Intanto, su iniziativa del presidente Luciano D’Alfonso è stato convocato per mercoledì 20 aprile alle ore 15 nella sede di Alitalia a Fiumicino l’incontro tra la Regione Abruzzo, la Regione Umbria e la compagnia aerea, che sarà rappresentata dall’amministratore delegato Cramer Ball, dal direttore della strategia e pianificazione John Shepley e dalla vicepresidente Claudia Bugno. «Sarà l’occasione, ha scritto D’Alfonso nella lettera di richiesta del vertice, per «valutare un sistema di reciproche convenienze che porti ad un aumento dei rispettivi volumi di traffico».

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