TOCCO DA CASAURIA. Troppo alti i costi di trasporto all'estero dei semirimorchi prodotti in Italia e destinati all'esportazione. Il sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, scrive al sottosegretario di Stato del ministero per lo Sviluppo economico, senatore Filippo Bubbico, e al capo di gabinetto Goffredo Zaccardi per chiedere loro un interessamento finalizzato a pianificare le norme del settore.
E' un tema che tira in ballo la Merker, una delle aziende di maggior spicco in Abruzzo. Il tutto ruota intorno alle interpretazioni delle normative vigenti. Oggi, è previsto che i rimorchi che vanno all'estero devono essere muniti di una speciale targa provvisoria che rilascia la Motorizzazione civile. E' imposto anche che questi mezzi non possono trasportare carichi «e questo rappresenta», scrive il sindaco, «una forte penalizzazione all'esportazione, poiché impedisce di caricare più veicoli, l'uno sull'altro. Un rimorchio ne potrebbe caricare altri due, ma questo vincolo non fa altro che triplicare i costi del trasporto. Ai semirimorchi sono interessati i Paesi dell'Est europeo, dove si assiste, dopo l'entrata nell'Unione europea di alcuni di essi, a una forte espansione e rinnovo del parco veicoli circolanti. Verso questi Paesi, per posizione geografica, godono vantaggi competitivi i tedeschi che oltre a essere vicini possono trasferire i loro semirimorchi senza l'impedimento del carico». A un'azienda italiana che opera nel sud il costo del trasporto incide di quasi il 10 per cento sul prezzo di vendita, mentre per i tedeschi questo costo è attestato al 5 per cento. «In assenza del vincolo di carico», avverte D'Alfonso, «l'incidenza potrebbe scendere al 3,3% riportando il divario entro limiti accettabili». Nel 1979, una circolare ministeriale consentì la deroga al divieto di carico che fu applicata fino al 2004, quando una nuova circolare «pur non essendo finalizzata ad abrogare tale deroga, ha avuto l'effetto», scrive D'Alfonso, «di renderla non più applicabile». Ma la circolare non pone esplicitamente tale vincolo. D'Alfonso, valutando gli effetti in termini economici, di difesa dell'occupazione, di diminuzione del traffico veicolare e di risparmio energetico, chiede al ministero di cercare una soluzione.