ROMA Il presidente di Atlantia (ex Autostrade), Gian Maria Gros Pietro, dà ragione al ministro Antonio Di Pietro a proposito della contestazione relativa ai mancati investimenti a fronte degli aumenti dei pedaggi: «È verissimo - ha detto, partecipando a un dibattito del ciclo "Cortina Incontra" - che abbiamo mancato investimenti per due miliardi di euro. Però - ha aggiunto - gli investimenti che abbiamo in programma saranno molto maggiori. In ogni caso - ha concluso Gros Pietro - siamo disponibilissimi a una normativa più precisa che sia accettabile anche dai mercati internazionali. I ritardi sono stati causati dalle complesse procedure burocratiche legate alla variante di valico e al quarto atto aggiuntivo». Insomma, Autostrade non è responsabile. Anche se Di Pietro è convinto del contrario. E in più di una occasione a tirato in ballo la società, chiedendo impegni concreti.
Quanto ai rapporti con Abertis, secondo Gros Pietro «non è cambiato nulla. Continua ad esserci un progetto industriale, intanto è cambiata la legislazione, messa a punto anche grazie alla Commissione Ue. Stiamo lavorando con ministero ed Anas per le convenzioni, e finché non avremo finito non potremo dare un valore preciso alla società».