«Sono oltre 700mila i nuovi iscritti alla previdenza complementare al 30 giugno». Si è detto soddisfatto il ministro del Lavoro Cesare Damiano presentando una prima valutazione a conclusione del semestre per il conferimento del Tfr ai fondi complementari. Il ministro ha spiegato che tra adesioni esplicite e il silenzio assenso si arriva al 34-35% di adesioni ai fondi. Ai due milioni di lavoratori già iscritti ai fondi pensione, si aggiungono esattamente di 727mila adesioni esplicite: 155mila nuove adesioni ai Pip, 200mila nuovi iscritti ai fondi aperti e circa 372mila nuovi iscritti ai fondi negoziali. Un numero destinato a salire ancora, secondo le previsioni del ministero, di circa 1,2 milioni di lavoratori grazie al silenzio-assenso, se la percentuale si fermerà al 10% dei lavoratori dipendenti. «Un obiettivo che per noi é un successo - dice Damiano - e ci permette di poter raggiungere entro la fine del 2007 la quota di adesione del 40% che ci eravamo prefissati».
Risultati ritenuti molto soddisfacenti dal presidente del Covip Luigi Scimia che ha sottolineato come in qualche anno si potrà arrivare al 50%, recuperando il gap che avevamo rispetto alle scelte di altri Paesi europei. «La partita continua - ha detto Scimia - e credo che gli spazi di adesione saranno ancora alti, voglio ricordare che in Gran Bretagna siamo al 59%, in Germania al 56%: sono tranquillo che anche il nostro Paese si attesterà su una buona percentuale».
Rimangono, però, punti deboli sui quali, dice Damiano, bisognerà intervenire potenziando le campagne di comunicazione. «Un punto debole - ha spiegato Damiano - è entrare in sintonia con i giovani il cui lavoro è caratterizzato da discontinuità. Altro punto debole sono i cinque milioni di lavoratori che appartengono al settore dei servizi e della piccola impresa su cui bisognerà concentrare un'attenzione particolare».