Damiano replica: è la cosa migliore da vent'anni, stiamo attuando il programma. Oggi la Cgil decide come firmare
ROMA. Per Romano Prodi l'accordo sul welfare è fatto, per Franco Giordano (Prc) è un protocollo sbagliato tanto che il suo partito voterà contro, per Fabio Mussi (Sinistra Democratica) deve essere cambiato ma non bisogna mettere in discussione la stabilità del governo. Secondo Prodi «l'accordo sullo stato sociale è stato raggiunto; una legislatura dura cinque anni, ma già adesso si vedono i primi segni positivi: ad ottobre tre milioni di persone avranno una pensione più adeguata».
Anche i commercianti della Confcommercio, per motivi opposti, sostengono che l'intesa sul welfare non va bene perchè contiene «proposte modeste e manca di coraggio», nel senso che «si restringono gli spazi di flessibilità nel mercato del lavoro, si pongono tetti ai contratti a termine, si cancella il lavoro a chiamata, si aggrava la contribuzione del part time e si lascia nel limbo lo staff-leasing». Secondo Sangalli, presidente dell'associazione, anche nel Dpef, vista la crescita modesta preseguita, «la pressione fiscale è vista iin diminuzione dall'attuale 42,8 per cento del Pil al 42,1 per cento soltanto nel 2011»
Il ministro del welfare Cesare Damiano risponde a Giordano che il governo «sta applicando il programma», mentre il segretario di Prc ha annunciato di sentirsi svincolato dalla maggioranza proprio perchè non si vede l'attuazione del programma. Damiano insiste che si tratta del «miglior protocollo degli ultimi venti anni, è un programma di legislatura e bisogna guardare tutte le parti così ci renderemo conto che ogni ministro sta facendo la sua parte». Giordano aveva detto: «Basta leggere l'intervista a Rutelli e il suo manifesto per capire che il vicepremier ha messo in mora non solo il programma del centrosinistra, ma l'Unione stessa. Rutelli dice che noi ricattiamo il governo, ma non voglio neanche essere ricattato io. Non mi si può porre di fronte all'alternativa o fate così o arriva Berlusconi».
Il viceministro dell'economia Vincenzo Visco e il ministro per lo sviluppo Pierluigi Bersani hanno incontrato i rappresentanti delle categorie dei commercianti, dandosi un altro appuntamento a settembre. I due ministri hanno anche incontrato gli artigiani per gli studi di settore e la semplificazione amministrativa. Esiste anche all'interno della maggioranza chi pensa che il governo abbia più a cuore i problemi degli industriali che quelli dei ceti deboli. Marco Rizzo, coordinatore del Pdci, accusa il governo di «scegliere i poteri forti». Viceversa il presidente della commissione Lavoro Gianni Pagliarini, sempre del Pdci, sostiene che i comunisti sono pronti a votare con convinzione il Dpef se si darà un chiaro segno di voler dare stabilità di lavoro ai giovani.
Oggi Guglielmo Epifani dirà come la Cgil intende firmare i protocollo sul welfare, nei confronti dei quali la mancanza della lotta al precariato e l'eliminazione del sovrapprezzo degli straordinari sono gli unici due punti assolutamente negativi.