Tonfo del 7,4% a Piazza Affari. La Lega preannuncia un esposto in Procura. Maroni chiede di verificare se vi sia stato insider trading.
ROMA. Agosto di lavoro per Maurizio Prato, con un mandato preciso: vendere Alitalia. Con l'insediamento del nuovo presidente slitta al 30 del mese l'esame delle prime linee guida di un piano industriale che possa portare la compagnia di bandiera fuori dalle secche di una attesa passiva che, in vista della cessione ai privati, si trascina ormai da mesi. Prato, che ha avuto dal Cda anche le deleghe che non aveva Berardino Libonati, lavorerà anche su questo fronte. Ma la priorità che gli è stata affidata è un'altra: gestire una trattativa diretta per far entrare un nuovo socio.
Al mercato non è piaciuta la notizia del cambio al vertice, interpretata come una battuta d'arresto sulla strada della privatizzazione. A fine giornata in Borsa il crollo è netto: -7,4%. La Lega, preannuncia Roberto Maroni, presenterà un esposto alle Procure di Milano e di Roma per verificare se ci sia stato insider trading, chiede alla Consob di sospendere il titolo Alitalia, proporrà un'indagine conoscitiva urgente alla commissione Trasporti della Camera e un disegno di legge per l'istituzione una commissione Parlamentare di inchiesta per chiarire quanto accaduto da quando il governo ha avviato la privatizzazione. C'è un costante flusso di informazioni al mercato, non ci sono quindi motivi per sospendere il titolo (cosa che sarebbe di competenza di Borsa Italiana), chiariscono fonti vicine alla Consob. Come il mercato, anche i sindacati attendono indicazioni chiare. E Prato si mostra disponibile al confronto: il suo primo passo come presidente di Alitalia, appena insediato, è stato quello di chiedere un incontro con le sigle, che è stato fissato per oggi pomeriggio. «Un segnale positivo e apprezzato», rileva la Fit Cisl. La nomina di Prato «è una buona notizia» per la Filt Cgil, ed è una «soluzione ottimale» per i piloti dell'Anpac. L'Ugl sollecita «un confronto serio». Per la Uil Trasporti dimissioni di Libonati e nomina di Prato sono episodi che «non possono essere interpretati», il governo ha quindi «il dovere, dopo lunghi e rovinosi mesi di silenzio, di dire con chiarezza al paese e ai lavoratori cosa intende fare».
Le prime linee guida sarebbero dovute tornare ieri sul tavolo del Cda, dopo una prima riunione il 20 luglio. La compagnia non può aspettare: perde oltre un milione e mezzo di euro ogni giorno che passa. Il rinvio a fine agosto segna un punto a favore di Malpensa nel braccio di ferro con Fiumicino: la riorganizzazione delle rotte per tagliare i costi e aumentare i ricavi, prevedeva anche di rivedere l'equilibrio tra i due hub, puntando su Roma.