Signor direttore, scrivo per contestare quanto affermato dal signor Ferone del partito dei pensionati nella lettera pubblicata domenica scorsa. Il signor Ferone parla di «ridicolo aumento delle pensioni più basse», «solo briciole». Allora, il protocollo governo-sindacati redistribuisce ai pensionati 900 milioni di euro nel 2007 e 1.300 milioni di euro nel 2008. A fine anno chi ha più di 64 anni e un reddito personale non superiore a 654 euro riceverà un assegno di 262 euro o di 327 o di 392, in base al criterio dei contributi versati. Dal luglio 2008, l'aumento entrerà nella pensione sotto forma di quattordicesima e sarà di 336 euro o di 420 o di 504, sempre in base ai contributi. Questi benefici riguardano oltre 3 milioni di pensionate/i.
Dal 1º gennaio 2008 aumenteranno anche le pensioni assistenziali (assegni sociali, invalidi civili) di circa 300.000 persone: da 559 a 580 euro al mese. Poi, dal 2008 viene ripristinata la scala mobile al 100 per cento a tutte le pensioni fino a 2.180 euro mensili; beneficio che riguarderà oltre 3 milioni e mezzo di pensionate/i. Inoltre, viene istituito un tavolo di contrattazione tra governo e sindacati per verificare ogni anno la condizione di reddito dei pensionati. E' poco? E' troppo? Valutino i pensionati sulla base dei dati reali e non sull'onda della pura propaganda del signor Ferone.
(*) Coordinatore regionale Inca-Cgil