(ANSA) - ROMA - Un pacchetto di nuove assunzioni per 650 nuovi posti, da attuare tempestivamente, per coprire le criticita' soprattutto nei settori della manutenzione. E' il risultato concreto dell' intesa siglata nella serata di ieri dai sindacati con i vertici del Gruppo Ferrovie sul piano d' impresa, ma solo sulla parte riguardante lo sviluppo dell'azienda. Il confronto si e' concluso con il giudizio positivo delle parti sociali relativa ai piani di sviluppo anche se ''il giudizio complessivo del sindacato sul piano d' impresa sara' espresso a conclusione del confronto, che riprendera' a settembre'' precisano in una nota le sei sigle rappresentative dei ferrovieri. Riguardo alla parte oggetto del confronto, ''il giudizio positivo del sindacato nasce dal fatto che in tutti i settori di attivita' Fs - spiegano i sindacati - presenta programmi di mantenimento e di crescita dei volumi di attivita', che possono consentire di affrontare i temi del lavoro, dell|occupazione e del reddito nelle condizioni da sempre rivendicate dal sindacato''. A settembre, il piano di assunzioni riguardera' anche altri settori produttivi. Inoltre, l' intesa consente anche di avviare un confronto trasparente sull'ipotesi di passaggio dei servizi e del personale di manovra da Trenitalia a RFI. A settembre il confronto riprendera' con il Governo e con FS in ordine alle risorse e alle regole necessarie per sostenere il Piano, Tuttavia non sara' un confronto tutto in discesa, i problemi sul tavolo sono ancora molti, segnalano ancora i sindacati. ''I problemi da risolvere rappresentano ancora la parte prevalente delle questioni al centro della vertenza delle Attivita' Ferroviarie. Le regole per le liberalizzazioni, le clausole sociali, il contratto ed i miglioramenti salariali, il nuovo assetto contrattuale del settore, sono tutte questioni di straordinaria importanza che devono trovare una conclusione positiva alla ripresa del confronto. Le incertezze sono ancora molte ed e' ancora necessaria una forte mobilitazione della categoria a sostegno di una vertenza complessa, molto contrastata, ma decisiva per il futuro del trasporto ferroviario e delle condizioni dei lavoratori interessati''. In confronto si e' svolto nel quadro dell'accordo del 15 maggio a palazzo Chigi, che prevedeva l'avvio di tre tavoli paralleli, piano d'impresa, regolazione del mercato e contratto unico di settore.