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Data: 04/08/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ecco chi non paga le tasse. Per il comandante Alineri manca la cultura della legalità. Il generale: «In Abruzzo evasione spaventosa»

Allarmanti i dati del primo semestre 2007. Un commerciante su quattro non rilascia scontrini. In nero tutto il Giulianova calcio

L'AQUILA - C'è l'imprenditore che ha dichiarato una perdita di incassi ed invece è risultato uno "zio Paperone". C'è la squadra di calcio di C2 in cui i giocatori avevano contratti in nero peggio di una società dilettantistica.
Anche in Abruzzo la vera battaglia da vincere è quella di riuscire nel più breve tempo possibile a contrastare l'evasione fiscale galoppante: risulta infatti che il 22% dei negozianti e dei commercianti della nostra regione non rilascia lo scontrino e la ricevuta fiscale. L'hanno accertato i militari della Guardia di Finanza nei primi sei mesi di quest'anno; gli stessi finanzieri hanno scovato ben 119 evasori totali e 18 paratotali. L'Abruzzo, come il resto del Paese, stenta dunque a "cambiare pelle" dal punto di vista fiscale. Tanto che la Guardia di Finanza disegna ogni anno uno spaccato desolante e negativo per i cittadini che pagano regolarmente le tasse. Anche se dall'altra parte delinea un sintomo di speranza per gli onesti: infatti i militari della Polizia tributaria hanno recuperato milioni di euro sulle imposte dirette e sull'Iva.
«L'Abruzzo - spiega il comandante delle Fiamme gialle in Abruzzo, il generale Giuseppe Alineri - ricalca sostanzialmente l'andamento nazionale: non ha quindi una sua peculiarità sotto l'aspetto dell'evasione fiscale, che comunque è troppo alta, direi spaventosa. Tra gli evasori figurano anche i lavoratori dipendenti che arrotondano svolgendo altre attività che non vengono dichiarate al Fisco, categoria che è quindi ritenuta sotto questo punto di vista a rischio. Si tratta di un fenomeno culturale che va cambiato, occorre un salto di qualità a cominciare dalla scuola. L'evasione - continua il generale Alineri - dipende dal fatto che non c'è la cultura della legalità. L'azione repressiva è fondamentale, però è altrettanto fondamentale la cultura della legalità. Se non si pagano le tasse, non solo viene meno il principio di equità ma costringe lo Stato a tagliare le spese e dunque quei servizi indispensabili al cittadino come la salute, la scuola, sulla giustizia e così via».
È una lotta agli "imprenditori fantasma" che quest'anno più che mai vede impegnati i militari delle Fiamme gialle non soltanto per precise indicazioni del Ministero e del Comando generale ma soprattutto per frenare delle «situazioni vergognose di persone note, di professionisti, di commercianti, che sfuggono all'etica fiscale». Un male endemico che secondo l'ufficiale va combattuto alla stregua della criminalità organizzata, perchè è più subdola anche se non miete vittime. A rendere ancora più esplicito il fenomeno dell'evasione fiscale nei primi sei mesi del 2007, più che le parole sono le cifre, dalle quali si ricava ad esempio che un commerciante su quattro non rilascia scontrini o ricevute fiscali (cifra destinata ad aumentare se si tiene conto di quanti che non vengono controllati). Per non parlare dei cosiddetti "lavoratori in nero" tra le cui fila appare l'intera squadra del Giulianova Calcio, che milita nel campionato professionistico di C2, presso la quale i militari avrebbero riscontrato irregolarità fiscali nei tesseramenti dei giocatori.
Scorrendo poi l'archivio dell'Anagrafe tributaria appare piuttosto singolare la storia di un imprenditore di Teramo che aveva comunicato al Fisco di aver chiuso la propria attività, specializzata nel recupero di materiali ferrosi, con una perdita di 9 mila euro. Il controllo eseguito dai militari della Guardia di Finanza ha permesso di scoprire che il "furbetto" non solo non aveva avuto alcuna perdita ma aveva addirittura guadagnato un milione di euro nel solo anno relativo al periodo della dichiarazione dei redditi presentata. La vera sorpresa non si è fatta attendere. L'accertamento però è proseguito anche per gli anni precedenti e la somma dei ricavi è lievitata fino ad arrivare a 3 milioni di euro di utile. Si tratta soltanto di alcuni esempi di quello che ogni giorno sono costretti a constatare gli uomini delle Fiamme gialle.
Sotto il profilo dell'evasione fiscale il 2006 s'era chiuso con l'individuazione di 211 evasori totali e paratotali con 82 infrazioni all'Iva riscontrate. Gli elementi positivi al reddito recuperati a tassazione sono stati 461 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti 7 milioni di euro di ritenute non operate, 15 milioni di ricavi non contabilizzati, una base imponibile recuperata di 178 milioni di euro e infrazioni all'Iva per 38 milioni di euro.

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