Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/05/2026
Visitatore n. 753.791



Data: 05/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Tre giorni di passione e l'Omnibus passa. Seduta notturna per l'ok alla legge Accordo sui fondi a 200 Comuni

L'AQUILA. La bouvette di palazzo dell'Emiciclo ha continuato a lavorare a pieno ritmo per tutto il giorno. Ma l'aula è rimasta vuota fino a sera: le carte abbandonate sugli scranni e all'aria ghiaccia del condizionatore.
La lettera dell'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico sui disastrati conti dell'Abruzzo inviata ai vertici istituzionali della Regione, ha gettato nella confusione e nello sconforto un Consiglio regionale alle prese con il più classico dei provvedimenti: il finanziamento di 200 Comuni e 1600 associazioni con i 20 milioni e passa del fondo globale. Un fondo distribuito sulla base di elenchi redatti dagli stessi consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza. Solo a notte arriva l'accordo e il voto, dopo tre giorni di rinvii estenuanti, di trattative frenetiche, cercando di tessere una tela che non scontentasse tutti (per l'imponente e complesso piano di riordino della sanità regionale bastarono poche ore di discussione).
Il terzo giorno è iniziato con una estenuante sequenza di rinvii («Stiamo bivaccando da ore nell'atrio del consiglio», si lamenta Fabrizio Di Stefano (An), e due interruzioni per mancanza di numero legale (la seconda chiesta addirittura dal centrosinistra). E si è visto persino un provocatorio siparietto dei consiglieri di centrodestra, soli in aula a dibattere con la vicepresidente Daniela Stati (Fi) al posto di Roselli, tentati di fare un colpo di mano votandosi il rinvio della seduta ad altra data. Una richiesta che la Stati respinge («La maggioranza è irrispettosa, ma noi non facciamo scorrettezze»).
In mattinata il momento più movimentato con la furiosa polemica della minoranza contro il presidente Marino Roselli accusato di aver nascosto all'aula la lettera dell'assessore D'Amico, nella quale si fa un quadro drammatico dell'indebitamento della regione e si chiede di fatto il rinvio di ogni provvedimento che determini aumenti di spesa.
Roselli tenta una difesa estrema: «È una comunicazione personale», provocando il veemente sfogo dell'Udc Mario Amicone («Lei è un dittatore!») e una spettacolare entrata in scena di Di Stefano che prende a volantinare copie della lettera.
Ma la minoranza si scaglia soprattutto contro l'assenza dell'assessore D'Amico. Giorgio De Matteis (Italia di Mezzo) ne chiede le dimissioni («Un assessore che scrive queste cose e non viene in consiglio se ne deve andare»). Imbarazzo anche nella maggioranza. Il capogruppo della Margherita Maurizio Teodoro ammette che la lettera è stata «elemento di grande turbativa», ma difende l'Omnibus («va nella direzione del buon governo»). Poi alle 20 viene trovata un'intesa tra maggioranza e parte dell'opposizione (An esce dall'aula). Si vota l'Omnibus, si finanziano i Comuni (16 milioni). Per il finanziamento delle associazioni si discute fino a notte sull'ipotesi di varare una legge ad hoc. La bouvette ora può chiudere.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it