L'AQUILA. «D'Amico travisa la realtà. L'Omnibus ha tre facce: quella della Giunta raffazzonata e pasticciona, quella della commissione Bilancio più organica e dimagrita, anche se appesantita con qualche emendamento per i quali dovrebbe chiedere spiegazioni al suo partito, e quella del Consiglio. Nella terza fase è stata la sua assenza ingiustificata a provocare lo stravolgimento». Risponde seccamente ai rilievi dell'assessore regionale al Bilancio Giovanni D'Amico, il presidente della Commissione Bilancio, Angelo Orlando, in prima linea nella confusa e concitata sessione del Consiglio regionale - durata ben quattro giorni - che ha portato all'approvazione della manovra di bilancio e al finanziamento a pioggia per circa 200 comuni.
La vicenda D'Amico, che oggi sarà discussa anche nella riunione dell'ufficio politico dei Ds, apre un caso politico nell'Unione. Orlando, nella sua veste di presidente della commissione Bilancio, difende l'operato della Commissione e del Consiglio.
«Il lavoro della commissione ha nobilitato il testo. Abbiamo proceduto a una ridefinizione dimezzando il testo originario, ma è anche vero che molti assessori sapevano della cancellazione di qualche pesante contributo straordinario. Abbiamo anche discusso alcune norme, ad esempio quelle riferite ad Arit ed Abruzzo Engineering, che ci sono sembrate foriere di qualche problema». Sullo stralcio di alcune leggi, il presidente della Commissione Bilancio spiega che era meglio rimandare a leggi organiche di settore anzichè fare interventi episodici.
«E poi voglio mettere in risalto il fatto», aggiunge, «che quando il centrodestra attaccava D'Amico, solo io mi sono alzato per difenderlo».
In riferimento alla lettera dell'assessore al bilancio sull'allarme dei conti regionali, «dai tempi dell'aumento di Irap ed Irpef» spiega l'esponente di Rifondazione «sostengo la necessità di tagli strutturali a priori di tutti i capitoli di spesa non obbligatori nel bilancio».
Molto duro anche il capogruppo della Margherita Maurizio Teodoro: «L'assenza di D'amico, che è stato irrintracciabile, è ingiustificabile. Le dimissioni? Dovrà trarre lui le dovute decisioni rispetto a questa vicenda, altro che rivolgersi al presidente Del Turco. L'Omnibus, che segue il buon lavoro del centrosinistra, è un atto importantissimo per questa maggioranza nell'interesse unicamente degli abruzzesi».
Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell'Italia dei Valori chiede le dimissioni di D'Amico: «Occorre una bella dose di ipocrisia far credere che le cause del buco finanziario siano in qualche modo collegate ad un presunto stravolgimento della legge Omnibus. Se la verifica di maggioranza, già tardiva rispetto agli inviti rivolti da mesi dal mio partito, non affronterà questi nodi, sarà solo una perdita di tempo. Se si vuole perseverare in questa direzione allora sarebbe un atto di responsabilità da parte dell'assessore presentarsi alla verifica con la dovuta lettera di dimissioni».