ROMA. Sono continuati anche ieri i disservizi sulla riconsegna dei bagagli ai passeggeri all'aeroporto di Fiumicino. I disagi maggiori sono toccati a chi è atterrato allo scalo romano, con ritardi di oltre un'ora per riavere le valige. È andata meglio per l'imbarco in partenza. La situazione ha spinto il ministro dei Trasporti Bianchi a convocare per martedì prossimo i vertici dell'Enac e di Aeroporti di Roma.
Anche il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del Turismo presso la Presidenza del Consiglio ha preso posizione, alla luce delle molte proteste che sono pervenute: «È necessario ed urgente un miglioramento dei servizi». Non solo. A consuntivo della stagione, il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli intende dedicare «una riunione del Comitato per le politiche turistiche per verificare la qualità delle prestazioni dei nostri aeroporti, decisivi per la competitività del sistema turistico italiano».
L'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) si è mosso sollecitando l'avvio di un'inchiesta per appurare se ci siano stati comportamenti illeciti, come il sabotaggio, dietro al malfunzionamento del sistema di smistamento bagagli e ha chiesto alle forze di polizia un aumento dei controlli. Ma i sindacati, attraverso il coordinatore nazionale del sindacato lavoratori, Sdl, e responsabile handler dell' assistenza a terra di Fiumicino, Walter Mancini, rifiutano l'idea che dietro ai disservizi possa esserci l'ombra del sabotaggio o di comportamenti illeciti come ipotizzato dal presidente dell'Enac Vito Riggio. «Vogliono scaricare sui lavoratori - ha replicato il sindacalista - le responsabilità che sono, invece, del sistema. Il blocco e il ritardo del nastro trasportatore deriva dalla grande quantità di bagagli sproporzionata rispetto alla carenza di personale».