PESCARA. Una maratona per ricordare la tragedia mineraria di Marcinelle, in occasione del 51º anniversario, domani 8 agosto 2007. L'iniziativa è stata presentata ieri nella sala consiliare del Comune di Pescara dal presidente del consiglio Gianni Melilla. Alla conferenza è intervenuto, tra gli altri, Silvano Console, segretario regionale della Filef (Federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie).
«Il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro è più che mai esistente e drammatico», ha affermato Silvano Console, «e l'anniversario di Marcinelle ci obbliga a ricordare l'urgenza della questione». Farindola, Montebello di Bertona, Villa Celiera, Carpineto della Nora, Cugnoli, Alanno, Turrivalignani e Lettomanoppello, con arrivo alle 18 a Manoppello in piazza Caduti di Marcinelle: queste le tappe della maratona organizzata per domani, che avrà inizio alle 12.30, e che attraverserà tutti i paesi che hanno avuto vittime nella tragedia del «Bois du Cazier».
Dopo il lungo percorso, la celebrazione proseguirà a Pescara, con appuntamento fissato alle 20.30 in piazza Le Laudi, per la fiaccolata e lo spettacolo teatrale «Pecorino, carbone, Rita Hayworth...», che racconta l'emigrazione italiana in Belgio e ricorda i 262 lavoratori morti l'8 agosto del 1956, molti dei quali erano italiani e abruzzesi.
Nel corso della serata verranno consegnati i riconoscimenti 2007 a delegati alla sicurezza nei luoghi di lavoro di Pescara. Console ha proseguito il suo intervento ricordando i numeri emblematici relativi alle morti sul lavoro: «Una percentuale in costante aumento in Abruzzo, oltre 24 mila infortuni sul lavoro nel 2006, 294 in più rispetto all'anno precedente». La provincia più colpita è Chieti, con la categoria «giovani» in preoccupante ascesa.
Ma a essere maggiormente a rischio sono gli immigrati, e in particolare marocchini, tunisini, senegalesi e pachistani, i quali risultano tutti esposti ai lavori più pericolosi e sono meno preparati rispetto ai lavoratori italiani. Anche a Marcinelle, su 262 operai morti 136 erano immigrati. Italiani.
La regione più colpita fu l'Abruzzo: 22 minatori venivano dal comune di Manoppello, 10 da Lettomanoppello e 8 da Turrivalignani.
«E' assurdo che si debba morire lavorando per salari bassi», ha concluso Console, «dovere istituzionale è reagire, gettare l'allarme, sollecitare risposte».