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Pescara, 15/05/2026
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Data: 07/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Aziende, meno consiglieri e compensi ridotti. La giunta Aquilana sta predisponendo le modifiche statutarie per poi rinnovare i cda

L'AQUILA. La giunta comunale porterà presto all'esame del consiglio la bozza con le modifiche agli statuti delle aziende partecipate. Modifiche che prevedono la riduzione sia del numero dei consiglieri (da 5 a 3) che dei compensi (in particolare quelli dei presidenti). Adempimenti necessari per poter poi rinnovare i consigli di amministrazione che, almeno in questa prima fase, resteranno in carica un anno.
Un arco di tempo entro il quale il Comune dovrà decidere come riorganizzare le sue aziende. Certa, già da ora, la liquidazione dell'Asi che era stata istituita per la gestione del patrimonio che, però, l'ente non le ha mai conferito. Un'azienda che continua ad avere un cda per il quale nel 2006 sono stati elargiti compensi lordi per 26 mila euro, 25 dei quali per il solo presidente che - ad onor del vero - ne ha più volte sollecitato lo scioglimento. E sarà affrontato con urgenza anche il "ritorno" del Sed al Comune, ora socio di maggioranza con il 51% delle quote. Un'operazione che potrebbe consentire un risparmio per le casse comunali di circa mezzo milione di euro all'anno.
La giunta dovrà affrontare anche i problemi scaturiti dallo scioglimento della società Aquila Ambiente - costituita dalla giunta Tempesta per la realizzazione e la gestione dell'impianto di smaltimento dei rifiuti mai realizzato - deciso tempo fa dal consiglio comunale. Infatti, il socio privato della Spa sarebbe pronto a ufficializzare la richiesta del risarcimento dei presunti danni subìti (si parla di 5 milioni di euro) dalla mancata designazione di un'area dove realizzare tale impianto. Ma al momento la fonte di maggiore preoccupazione è il Centro turistico del Gran Sasso con i suoi circa 7 milioni di euro di debiti. Una Spa, per i cui amministratori la collettività ha speso nel 2006 circa 53 mila euro (oltre 31 mila quelli destinati al presidente che appena un anno fa annunciò un miracoloso risanamento dei conti). L'amministrazione punta su un progetto volto a ridurre il numero delle aziende. Nel frattempo c'è l'esigenza - espressa anche dai partner della coalizione - di cambiare i vertici delle Spa scelti dal centrodestra e di metter fine a consulenze e incarichi professionali quanto meno inopportuni. «C'è l'esigenza di procedere a una riorganizzazione delle aziende e di contenerne al massimo le spese di gestione» ha detto il capogruppo diessino Pietro Di Stefano, secondo cui «la politica ha il dovere morale di fare un passo indietro per favorire l'arrivo nelle aziende di persone competenti che sappiano come poter coniugare efficienza ed economicità».

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