PESCARA. Tornano le strisce pedonali in via Enzo Ferrari e in via Michelangelo, ma in alcuni punti sono già annerite e non è difficile prevedere che nei prossimi giorni torneranno ad essere quasi invisibili. La vernice alla "scolorina" colpisce ancora, e così i Verdi tornano sull'argomento proponendo per la segnaletica orizzontale l'utilizzo della resina, più resistente della semplice vernice bianca.
Non solo. Dopo la denuncia evidenziata ieri da un'inchiesta del Centro, dalla quale risulta che la metà degli impianti semaforici non funziona, il responsabile tecnico dei Verdi Abruzzo Lorenzo Di Cesare ha avanzato un'altra proposta. «Laddove i semafori sono davvero necessari per le caratteristiche degli incroci, essendo preferibili le rotatorie che abbattono l'inquinamento, è meglio utilizzare impianti a led luminosi piuttosto che lampadine a incandescenza, che durano molto di meno e hanno bisogno di continua manutenzione».
L'esempio è quello del Comune di Bressanone, cittadina di 19 mila abitanti che si trova in Alto Adige e che da anni utilizza i semafori a led luminosi. «La ditta che ha installato i semafori a Bressanone ha garantito la durata degli impianti luminosi per 6 anni, ma di solito i led arrivano a funzionare anche fino a 10 anni», prosegue Di Cesare. «Quando i led non funzionano si sostituiscono come una lampadina». Sulla cultura della sicurezza in città è intervenuto più volte anche il responsabile della Medicina della comunità della Asl di Pescara, il dottor Antonino Leone, il quale ha più volte sottolineato agli amministratori comunali come la stessa manutenzione delle strade diventi elemento essenziale per la prevenzione degli incidenti.
Vanno bene dunque le strisce pedonali che non si cancellano alla prima pioggia e che non provocano slittamenti, vanno bene i semafori duraturi, vanno bene le strade ben asfaltate e dotate di marciapiede, ma c'è un altro elemento che verrà sottolineato anche oggi, durante l'incontro che gli assessori Mancini e D'Angelo hanno convocato in Comune con i sindacati degli autotrasportatori sul problema dei tagli alle percorrenze di alcune linee autobus della Gtm (il 4, il 5, il 7 e il 15).
Riuscire a diminuire il numero di automobili e ciclomotori che circolano in città vorrebbe dire diminuire anche il rischio di incidenti. Ma il taglio di 150 mila chilometri deciso dalla Gtm in seguito al taglio dei contributi operato dal Comune va decisamente contro questa filosofia. Dal 2 maggio molti cittadini che abitano a San Silvestro, al quartiere Aternum e ai Colli devono attendere almeno mezz'ora per prendere il bus. E sono molti i cittadini che dal 2 maggio hanno ricominciato a prendere l'auto o a raggiungere il centro in motorino, che come sottolineato dal professor Glauco Torlontano è il mezzo che più inquina. La battaglia sulla sicurezza delle strade cittadine deve ancora iniziare.