PESCARA. Le soluzioni proposte per risolvere il problema sicurezza della zona stazione-centro se le ricordano tutti. Chi era presente, il 5 febbraio scorso, all'hotel Ambra, all'assemblea per chiedere più sicurezza intorno all'area di risulta, enumera rapidamente l'elenco di quelle che vengono considerate da tutti come «le promesse non mantenute».
Si parte dalla maggiore visibilità della polizia attraverso maggiori passaggi delle pattuglie in servizio di notte, si passa attraverso le telecamere intelligenti e indistruttibili, in grado di memorizzare ogni azione violenta, per poi comprendere la riqualificazione del territorio da corso Umberto a via Leopoldo Muzii con illuminazione pubblica, fogne e marciapiedi. «Progetto pronto in un mese», ci fu detto. «E ciascuno di noi sarebbe stato avvisato con una lettera. Ma quella lettera non è mai arrivata anche perché, nel frattempo, nell'area di risulta non è partito nulla dei famosi lavori per il parco urbano».
Insomma, sembra quasi che le 1.100 firme raccolte da residenti e commercianti non abbiano partorito nulla. «Il parcheggio di fronte al Bingo dovrebbe essere sorvegliato costantemente dalle telecamere», dice una cittadina «perché tra Mercedes parcheggiate sui marciapiedi, liti e aggressioni che hanno come protagonisti strani personaggi non se ne può più. Non sono stati installati nemmeno i bagni chimici che ci erano stati promessi. La gente mangia, dorme e fa i bisogni in strada».